Sabato, 15 Maggio 2021

Sputnik: quando arriva in Italia il vaccino russo?

Manca ancora l'autorizzazione dell'EMA anche se ha due sponsor d'eccezione: Matteo Salvini e Silvio Berlusconi. A San Marino c'è

Quando arriva in Italia il vaccino russo Sputnik? Il siero inventato dal biologo Alexander Ginzburg del Gamaleia Institute di Mosca somiglia al vaccino di AstraZeneca, ma usa due adenovirus che trasportano la proteina Spike. Il meccanismo è tipico dei vaccini vettoriali: indurre la protezione di Spike nelle cellule dell’ospite per stimolare la risposta immunitaria. Viene prodotto con formulazione congelata (-18 gradi) e liofilizzata (2-8 gradi) e ha un'efficacia del 91,6% contro le forme sintomatiche di Covid-19. Prevede due dosi (la seconda va iniettata a distanza di 21 giorni) e ha un prezzo base sul mercato internazionale di 10 dollari. Alcuni dati parziali di sperimentazione suggeriscono una protezione molto buona ma il farmaco non ha ad oggi l'ok dell'Ema. 

Sputnik: quando arriva in Italia il vaccino russo?

Proprio per questo ad oggi è impossibile utilizzarlo. La Stampa dà voce a Marco Cavaleri, presidente della task force sui vaccini dell’Ema: "Sputnik ha inviato dei dati con un’interazione positiva, ma non ancora un dossier completo". Per essere chiari: i russi non hanno ancora presentato domanda formale di autorizzazione. E quindi, dice tranciante Nicola Magrini, direttore generale dell’Aifa, in audizione al Senato, "è fuori luogo avanzare la richiesta di importazione sulla base di dati incompleti e poco noti. Ad oggi non è arrivata all’Ema la richiesta per la valutazione. Ci sono vaccini in fase ben più avanzata di validazione". Ma in Italia il vaccino russo Sputnik ha già due sponsor eccellenti, ovvero Matteo Salvini, di cui si conosce l’entusiasmo per le cose russe ("Sarebbe un bellissimo segnale. Ho parlato direttamente con il ministro della Salute di San Marino, Roberto Ciavatta, e ho già scritto ai ministri Di Maio e Speranza per sollecitare una risposta all’offerta di aiuto, che mi auguro positiva") e Silvio Berlusconi, che nutre un’amicizia solidissima con Putin: "Secondo gli esperti - ha detto ieri parlando con quelli di Forza Italia al governo - funziona benissimo. Ma è in attesa dell’approvazione da parte delle autorità europee". Ma allora qual è il problema?

Il nodo è che i russi non accettano ispettori dell’Ema nei loro centri di produzione. Sono molto più disponibili, per dire, i cinesi, che si rendono conto che è impossibile un’autorizzazione del genere senza ispezioni. Di qui la cautela degli scienziati. «Non occorre avere fretta», sottolinea l’immunologo Mauro Minelli. Anche secondo Massimo Lopalco, epidemiologo e assessore alla Sanità della Puglia, «senza l’autorizzazione dell’Agenzia europea del farmaco, per i Paesi Ue non è un’opzione»

Ma c'è anche chi non è d'accordo con tutta questa cautela. "Importare il vaccino russo Sputnik V, anche se non ha ancora affrontato e concluso l'iter con l'Agenzia europea del farmaco Ema? Se l'agenzia italiana Aifa volesse farlo e ritenesse che ha senso e ci sono i margini, io coglierei al balzo questa opportunità. Qui se aspettiamo l'iter Ema allunghiamo un po' troppo i tempi. In generale quello che molti non capiscono è come mai i tempi dell'ente Ue siano così lunghi rispetto ad altre agenzie come l'americana Fda, che vede gli stessi dossier", ha detto ieri il virologo Massimo Clementi, direttore del Laboratorio di Microbiologia e Virologia dell'ospedale San Raffaele di Milano, docente all'università Vita-Salute. "Non è che ci sono dossier diversi presi in momenti diversi. Guardiamo all'ultimo vaccino approvato negli Usa: l'azienda farmaceutica Johnson & Johnson ha trasmesso gli stessi dati sia all'Fda che all'Ema parallelamente. L'agenzia Ue - spiega Clementi - dice che deve affrontare un continuo confronto con gli enti dei singoli Stati e questo comporta tempi più lunghi. Ma in questo specifico caso dei vaccini anti-Covid questa procedura ci danneggia, non ci consente di avere le mani libere in un momento in cui servono vaccini".

Intanto alcuni Paesi dell'Est Europa stanno aprendo al vaccino russo Sputnik. La linea di attendere in modo compatto l'autorizzazione a livello europeo prima dell'utilizzo nazionale in emergenza di un nuovo vaccino sembra, quindi, sgretolarsi. Ad oggi, la Slovacchia ha appena ricevuto il suo primo lotto di Sputnik, mentre l'Ungheria aveva già approvato e iniziato a distribuirlo, e Austria e Repubblica Ceca hanno fatto sapere di essere in trattativa con Mosca. Lo Sputnik è già utilizzato a San Marino.

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Fonte: La Stampa →
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