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Venerdì, 24 Maggio 2024

"Stamina, io non potevo pagare e mi dissero: vai a far prostituire tua moglie"

La Stampa intervista un panettiere che si è indebitato per far curare la figlia Nicole, nata con un'encefalopatia: "Ci hanno fatto indebitare per 47 mila euro e quando ho detto che non ce la facevamo più a pagare mi sono anche sentito rispondere di mandare mia moglie a prostituirsi"

Il metodo Stamina fa sempre più discutere, e le critiche a Davide Vannoni non si contano più.

La Stampa, proprio nel giorno in cui il programma Presa Diretta manderà in onda una lunga e attesa puntata che farà piena luce sul metodo Stamina, ha intervistato Nicola De Matteis, panettiere che si è indebitato per far curare (così credeva) la figlia Nicole, nata con un'encefalopatia: "Ci hanno fatto indebitare per 47 mila euro e quando ho detto che non ce la facevamo più a pagare mi sono anche sentito rispondere di mandare mia moglie a prostituirsi".

Una cifra notevole, che è stata versata da De Matteis a una società indicata da Vannoni nonostante Nicole fosse ricoverata in strutture pubbliche.

"Mia figlia Nicole - racconta l'uomo - nasce con una encefalopatia. Assenza di ossigeno al cervello che causa danni irreversibili. La facciamo seguire al Regina Margherita a Torino, dove ordinano soprattutto riabilitazione, nuoto, per non compromettere del tutto le capacità motorie. Ma speranze di guarigione zero."

Poi un programma tv cambia tutto: "Nel 2008 fa vediamo in Tv una puntata delle Iene che parla di trattamenti miracolosi in Thailandia a base di cellule staminali e mia moglie decide di partire per Bangkok".

E a Vannoni come ci arrivate?  
«Una nostra amica ha un parente in trattamento Stamina e quando sente che stiamo per partire ci indirizza alla Cognition a Via Giolitti, dove Vannoni ci accoglie assicurandoci che mia figlia si sarebbe alzata e avrebbe camminato dopo la prima puntura. Il Dottor Andolina di Stamina ci spiegava che con le infusioni le cellule si sarebbero andate a posizionare su quelle del cervello lesionate, riparando i danni. Balle. Oggi dopo quattro interventi per distendere i legamenti delle gambe è ancora sulla carrozzina, con le mani ricurve e difficoltà a deglutire».

Una lunga trafila, incontri, attese, paure, speranze: "Qualche piccolo miglioramento nel tempo c’è stato. Ma mi hanno spiegato che dipende dalla riabilitazione, il nuoto". A De Matteis Vannoni non è mai piaciuto:

"Ho avuto subito l’impressione di essere davanti a un imbroglione. Dicevo a mia moglie: ma se questa cura è così miracolosa perché lui dopo il trattamento ha ancora la bocca distorta? Ma le madri farebbero qualsiasi cosa per i figli. Così abbiamo pagato". [...] Abbiamo anche detto al Dottor Andolina che non ce la facevamo a pagare e non le dico qual è stata la risposta: "Faccia prostituire sua moglie e mi ha attaccato il telefono in faccia".

Fonte: La Stampa →
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