Giovedì, 17 Giugno 2021

Fumo shock: uccide più di alcol, Aids, droghe e incidenti messi insieme

In Europa il fumo uccide ogni anno circa 700.000 persone (equivalenti alla popolazione della città di Francoforte), il che rende il consumo di tabacco il principale rischio evitabile per la salute

Sono spaventosi i nuovi dati sui danni provocati dal fumo. Il tabacco provoca più decessi di alcol, Aids, droghe, incidenti stradali, omicidi e suicidi messi insieme: l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) stima che nel mondo il consumo di tabacco uccida quasi 6 milioni di persone l'anno, cifra che potrebbe raggiungere gli otto milioni entro il 2030 se non si prendono provvedimenti volti a invertire questa preoccupante tendenza. In Europa il fumo uccide ogni anno circa 700.000 persone (equivalenti alla popolazione della città di Francoforte), il che rende il consumo di tabacco il principale rischio evitabile per la salute.

DATI SHOCK - Nel mondo si stima che il fumo passivo provochi 603.000 morti premature (28% bambini, 26% uomini e 47% donne) e la perdita di 10,9 milioni di anni di vita in buona salute (61% per i bambini, 16% per gli uomini e 24% per le donne). Il maggior numero di morti attribuite al fumo passivo sono causate infarti, infezioni respiratorie minori tra i bambini e asma tra gli adulti. Secondo i dati dell'indagine Eurobarometro 2012, il 28% degli europei fuma (32% gli uomini e il 24% le donne) e anche se il numero dei fumatori nella UE è in calo (32% nel 2006 e 29% nel 2009), queste persone mettono a repentaglio la loro vita e quella di quanti sono esposti al fumo passivo, tanto che, ogni anno, 19.000 europei non fumatori muoiono per effetto dell'esposizione al fumo passivo, a casa o sul luogo di lavoro.

70MILA MORTI IN ITALIA - In Italia il fumo attivo rimane la principale causa di morbosità e mortalità prevenibile: si stima che siano attribuibili al fumo di tabacco in Italia dalle 70.000 alle 83.000 morti l'anno. Oltre il 25% di questi decessi è compreso tra i 35 ed i 65 anni di età. Nel nostro Paese (dati Istat) nel 2014, su 52,3 milioni di abitanti con età superiore ai 14 anni, i fumatori sono circa 10,3 milioni (19,5%) di cui 6,2 milioni di uomini (24,5%) e 4,1 milioni di donne (14,8%). Nel 2003, prima della legge 3/2003 che ha introdotto una regolamentazione del fumo in tutti i luoghi chiusi pubblici e privati, la prevalenza dei fumatori era del 23,8% (31% uomini e 17,4% donne) con un calo complessivo del 18,1% (-21% gli uomini e -14,9% le donne): è la prima volta che la percentuale dei fumatori è scesa sotto la soglia del 20%.

"MA CHE SEI SCEMO" - Sono alcuni dei dati forniti dal Ministero della Salute in occasione della presentazione, oggi, della campagna di comunicazione "Ma che sei scemo" per la dissuasione dal tabagismo e la prevenzione dei danni da fumo passivo. Tra i fumatori in Italia i valori più alti per gli uomini si hanno tra i giovani adulti di età compresa tra i 25 e i 34 anni, con una percentuale del 26,4%; per le donne la classe con una prevalenza più alta è diventata quella delle giovani tra i 20 e i 24 anni, con una percentuale del 20,5%. La prevalenza tra i giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni, con un valore di 18,7% (22,4% i maschi e 14,7% le femmine) è in calo rispetto al 20,4% del 2013, ma solo tra i maschi (25,9% i maschi e 14,7% le femmine). La più alta percentuale di fumatori si osserva nelle Isole (19,9%), mentre il valore più basso si ha nel Nord-est (18,3%).

MINORI - Per quanto riguarda i minori, secondo la ricerca della Global Youth Tobacco Survey (GYTS) - condotta nel 2010 e nel 2014 fra gli studenti del terzo anno della scuola secondaria di primo grado e del primo e secondo anno della scuola secondaria di secondo grado, in collaborazione con l'Università di Torino - il 23,4% degli studenti intervistati fuma sigarette (erano il 20,7% nel 2010) e il 7,6% lo fa ogni giorno; il 47% è cosciente che il fumo passivo è dannoso e circa 4 fumatori su 10 vorrebbero smettere immediatamente. Per quello che riguarda l'accessibilità ai prodotti del tabacco, nonostante l'esistenza del divieto di vendita, risulta che il 38,2% degli studenti fumatori ha acquistato le sigarette al distributore automatico (era il 10,7% nel 2010) e il 63,9% di questi ultimi non ha ricevuto un rifiuto alla vendita dall'esercente per via dell'età. La metà degli intervistati vive insieme a familiari che fumano, il 35% ha visto gli insegnanti fumare all'interno della scuola durante l'orario scolastico e il 56% ha visto altri studenti fumare all'interno della scuola durante l'orario scolastico.

CALO IN ITALIA - A dieci anni dall'entrata in vigore della Legge 3/2003 (art. 51: "tutela della salute dei non fumatori"), secondo il Ministero della Salute "il bilancio può essere considerato complessivamente positivo, anche se occorre continuare ad impegnarsi per mantenere e migliorare i risultati conseguiti". Dall'elaborazione dei dati dell'Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato (AAMS), nel corso del 2014 risulta che le vendite dei prodotti del tabacco si sono ridotte del 5,4%, rispetto al 2011. In particolare le vendite di sigarette si sono ridotte dell'5,7% (quasi 2 pacchetti in meno al mese acquistati da ciascun fumatore). La diminuzione delle vendite di sigarette negli ultimi 10 anni (2004-2013) è pari a circa il 25,1%. Nel 2012, per la prima volta in 10 anni, le vendite del tabacco trinciato (per le sigarette "fai da te") sono leggermente diminuite (-0,7%) in un contesto in cui dal 2004 le vendite sono più che quintuplicate.

Fonte: Il Tempo →
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