Venerdì, 26 Febbraio 2021

Stefano Lancilli: il poliziotto positivo al coronavirus a marzo e dimesso a ottobre

Ha 55 anni, 37 dei quali passati in polizia tra Milano e Lodi, dove era storico centralinista in questura. Prima polmonite e legionella poi i danni del Covid su un organismo già indebolito da altre patologie: è stata dura, ma ce l'ha fatta ed è tornato a casa

E' stata lunga, e dura. Quasi 9 mesi in ospedale: una odissea quella vissuta dal poliziotto Stefano Lancilli, 55 anni, 37 dei quali passati in polizia tra Milano e Lodi, dove era lo storico centralinista in questura.

"È un virus duro, molto duro" racconta al Corriere della Sera. Da marzo a ottobre passando da un ospedale all’altro della Lombardia tra polmonite e legionella prima, poi il Covid e i danni che il virus gli ha lasciato in un organismo già indebolito da altre patologie.

Positivo a marzo e dimesso a ottobre: una lunga odissea

La conferma della positività al Sars-CoV-2 arriva a Lancilli il 4 marzo scorso, quando era già ricoverato in ospedale a Codogno (lì potrebbe essere avvenuto il contagio). Le sue condizioni sono state gravissime. Ma venerdì 9 ottobre è tirnato finalmente a casa, dopo essere stato dimesso dall’ospedale di Sant’Angelo Lodigiano.

Ad attenderlo c’era una piccola delegazione di colleghi e amici con il questore Giovanni Di Teodoro. «È stato lui a darmi il bentornato a casa, una volante mi ha scortato fino all’ingresso a sirena spiegata», racconta emozionato.

Entrato in ospedale a novembre per una polmonite, poi la diagnosi di legionella («con due settimane in terapia intensiva») e in seguito il ricovero a Codogno per guai ortopedici che gli impedivano anche solo di muoversi. Poi la positività al Sars- CoV-2.

È cardiopatico e diabetico, non «reggerebbe» l’intubazione: «A un certo punto — racconta la moglie Nadia — gli hanno dato 48 ore di vita. Ero quasi rassegnata a perder- lo». «Il mese di Covid per me è un buco nero—conferma lui —. Non ricordo quasi nulla. Nemmeno sapevo della pandemia e del lockdown».

Con una forza stratosferica ce l'ha fatta: ha impiegato mesi anche solo per passare dal letto a una sedia. Ora è casa con la moglie Nadia e i due figli; a causa delle sue condizioni, il ministero dell’Interno gli ha anticipato il pensionamento.

Fonte: Corriere della Sera →
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