Giovedì, 21 Ottobre 2021

Stephen Hawking si unisce al boicottaggio d'Israele

Secondo il Guardian, nelle quattro settimane successive all'annuncio della sua partecipazione a un evento a Gerusalemme, Hawking sarebbe stato sommerso di richieste, provenienti dal Regno Unito e dal resto del mondo, perchè cambiasse idea

Stephen Hawking ha aderito al boicottaggio promosso dal mondo accademico britannico contro Israele. Stando a quanto riportato oggi dal Guardian, il fisico ha infatti annullato la sua partecipazione a una conferenza promossa dal Presidente israeliano, Simon Peres, a Gerusalemme, il prossimo giugno.

Secondo il quotidiano, Hawking ha inviato la scorsa settimana una breve lettera a Peres per comunicargli la sua disdetta. In un comunicato diffuso dal Comitato britannico per le Università della Palestina, approvato dal fisico, si precisa che si è trattato di "una sua decisione indipendente di rispettare il boicottaggio, basata sulla sua conoscenza della Palestina, e sul consiglio unanime dei suoi contatti accademici qui".

Secondo il Guardian, nelle quattro settimane successive all'annuncio della sua partecipazione all'evento di Gerusalemme, Hawking sarebbe stato sommerso di richieste, provenienti dal Regno Unito e dal resto del mondo, perchè cambiasse idea. Alla fine, stando a quanto riferito da amici del fisico, avrebbe quindi deciso di seguire il consiglio dei colleghi palestinesi che, all'unanimità, erano d'accordo sul fatto che non dovesse partecipare.

Oltraggiosa e inappropriata. Così l'ex segretario di gabinetto israeliano, Israel Maimon, ha bollato la decisione di Stephen Hawking
"Dal nostro punto di vista il boicottaggio accademico contro Israele è oltraggioso e inappropriato, soprattutto per qualcuno che considera lo spirito di libertà la base della sua missione umana e accademica", ha dichiarato Maimon in un comunicato.

La conferenza in programma dal 18 al 20 giugno a Gerusalemme, di cui Maimon è presidente, vedrà la partecipazione di diplomatici, politici, premi Nobel, accademici e artisti; tra gli interventi previsti, quelli dell'ex premier britannico Tony Blair, dell'ex Presidente americano Bill Clinton e della cantante Usa Barbra Streisand.

Fonte: Guardian →
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