Sabato, 5 Dicembre 2020

22 anni fa la strage di Capaci, Palermo si ferma per ricordare Giovanni Falcone

Anche quest'anno il capoluogo siciliano sarà "invaso" festosamente da migliaia di ragazzi provenienti dalle scuole di tutta Italia, per una giornata dedicata alla memoria e alla riflessione sugli insegnamenti di quanti sacrificarono la propria vita nella lotta alla mafia

Ventidue anni dopo, Palermo si ferma per ricordare la strage di Capaci, in cui morirono il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo, e tre agenti di scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.

Anche quest'anno il capoluogo siciliano sarà "invaso" festosamente da migliaia di ragazzi provenienti dalle scuole di tutta Italia, per una giornata dedicata alla memoria e alla riflessione sugli insegnamenti di quanti sacrificarono la propria vita nella lotta alla mafia.

Anche oggi al porto di Palermo approderà la nave della legalità, con a bordo 1500 studenti, mentre dagli Stati Uniti sono arrivati otto studenti americani per testimoniare come la lezione di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino sia viva anche nelle coscienze dei giovani d'oltreoceano.

Insieme ai ragazzi, sulla nave sono presenti anche il presidente del Senato Pietro Grasso, il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini, il presidente della Commissione Nazionale Antimafia Rosy Bindi, il presidente della Corte dei Conti Raffaele Squitieri, il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti e il presidente Rai Anna Maria Tarantola. Dopo l'arrivo in porto, i ragazzi si sposteranno all'aula bunker del carcere Ucciardone, luogo in cui il pool antimafia riuscì a portare alla sbarra e vedere condannati per la prima volta nella storia il gotha mafioso.

La manifestazione, che vedrà il momento più intenso oggi pomeriggio di fronte all'albero Falcone, davanti all'abitazione del magistrato, è stata organizzata dal Ministero dell'Istruzione e dell'Università in collaborazione con la Fondazione Giovanni e Francesca Falcone.

Intanto, proprio oggi si aprirà a Caltanissetta il processo "Capaci bis", che vede alla sbarra Cosimo Lonigro, Salvatore Madonia, Giorgio Pizzo, Vittorio Tutino e Lorenzo Tinnirello, cinque boss organici al gruppo dei Graviano, accusati di avere svolto un ruolo nell'eccidio.

PalermoToday segue in diretta tutta la giornata.

Fonte: PalermoToday →
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