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Sabato, 27 Novembre 2021

Strage alla Stazione di Bologna: per Licio Gelli non fu una bomba ma un "mozzicone di sigaretta"

Una tesi, esposta in un'intervista, di Licio Gelli che non potrà non provocare polemiche e rabbia

La strage di Bologna causata da un mozzicone di sigaretta: secondo "Il Venerabile" Licio Gelli, a provocare la morte di 85 persone e 200 feriti il 2 agosto 1980 alla stazione dei treni di Bologna non fu un attentato dinamitardo, ma "un mozzicone di sigaretta che è stata lanciata" e ha provocato il "surriscaldamento".
La tesi shock, che non potrà che provocare polemiche e rabbia, è stata espressa dal "Maestro" della loggia massonica P2 in un'intervista contenuta del film-documentario "Un solo errore" di Matteo Pasi, presentato in anteprima nazionale questa mattina a Bologna.

Secondo Gelli, condannato per depistaggio delle indagini della strage, i componenti del Nar Francesca Mambro e Valerio Fioravanti, condannati come esecutori materiali della strage, "non ne hanno colpa".


"Quella Mambro mi pare e quel Fioravanti mi sembra, non ne hanno colpa" ha detto Gelli nell'intervista rilasciata nel 2010 agli autori del film nella sua abitazione 'Villa Wanda' ad Arezzo. "Io credo sia stato un mozzicone di sigaretta che è stata lanciata" e quindi "c'è stato un surriscaldamento e è esploso". Secondo il venerabile maestro della P2 "la bomba se c'era... qualche frammento si sarebbe trovato, no?".

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