Sabato, 8 Maggio 2021
La storia / Regno Unito

La giovane malata di cancro che vuole diventare medico nonostante il Covid

Krista Bose ha deciso di rischiare di prendere il virus e finire gli studi nonostante un tumore molto aggressivo

Per la seconda volta si trova a dover combattere contro un cancro. La prima volta le ha divorato una gamba. Lei non si è arresa e ha ripreso a battersi anche stavolta. Sono quattro mesi che lo fa, in piena pandemia. L'arrivo del virus per lei potrebbe essere fatale. Ha però il sogno di diventare medico e tra 14 settimane questo sogno si avvererà. Krista Bose è una 27enne studentessa di medicina che si è chiusa in casa per combattere il cancro e realizzare il suo sogno. La prima volta un aggressivo tumore osseo le ha distrutto alcune ossa della gamba che le sono state sostituite con delle placche di acciaio.

Poi il ritorno della malattia quattro mesi fa, a pochi dalla laurea in medicina. Fino a prima del vaccino le è stato imposto di rimanere in casa ed evitare i contatti con l'esterno perché il virus le sarebbe letale. Lei vuole diventare un medico per fare la sua parte durante questa emergenza e non poter fare tirocinio in ospedale la fa stare male. “Potrei dare una mano alle persone ed è doloroso restare in disparte”. Una condizione che in realtà condivide con il 3% del personale medico del Regno Unito. Secondo la British medical association, è questa la percentuali dei sanitari che devono rimanere a casa. Un altro 6,5% vive con persone vulnerabili. In pratica circa 200mila medici in tutto il Regno Unito non potrebbero lavorare durante una situazione d'emergenza come questa.

La medicina come missione 

Per Bose la medicina è diventata una vera e propria missione. Canadese d'origine, negli ultimi cinque anni ha vissuto nel Regno Unito. Prima era un'insegnante fino a quando è stata salvata da una reazione allergica quasi mortale. Vedere i medici al lavoro ha fatto scattare questa sua nuova vocazione. Così si è iscritta alla St. George's University of London nel 2016. Mentre stava facendo una stage le venne diagnosticato un osteosarcoma. La lotta durò sette mesi, molti dei quali passati in sedia a rotelle e stampelle dopo due operazioni. Poi è arrivato il Covid e molti suoi colleghi hanno accelerato gli studi e provare a mettersi a disposizione. Lei doveva ancora aspettare fino a quando lo scorso ottobre ha accusato un dolore al petto.

Il ritorno del cancro 

Pensava di avere il Covid ma in realtà era tornato il cancro che aveva colpito il rivestimento dei polmoni. Tanti piccoli tumori impossibili da rimuovere chirurgicamente. Contemporaneamente il Covid le ha reso impossibile sottoporsi alla chemioterapia. L'unica buona notizia è stata quella della scoperta di un farmaco, il Cabozantinib, che le permetterebbe di guadagnare tempo, almeno sei mesi, per poi sottoporsi alle cure. Nel frattempo però ha deciso di continuare a studiare e a fare pratica medica. La farà prima in uno studio medico e poi in ospedale. Il vaccino potrebbe fornirne un po' di copertura dal virus ma non la mette completamente a riparo dai rischi.

“Voglio rischiare per aiutare le persone”

“La mia vita non sarà mai priva di rischi. Non importa quello che dico, o quello che voglio, o quello che spero, la mia vita è limitata. Questo potrebbe essere l'ultimo anno della mia vita. Sono disposta a correre questo rischio – ha detto alla Cnn -. Ogni giorno, voglio alzarmi, amare il mio lavoro e sentirmi come se avessi aiutato qualcuno, imparato qualcosa e dato un significato ai miei giorni. Se mi rimane una quantità di tempo limitata, ma trascorro quel tempo a fare ciò che amo con le persone che amo e a lavorare per i miei obiettivi e a lavorare per il bene degli altri e per aiutare i pazienti, allora è un una vita degna di essere vissuta”.

Fonte: Cnn →
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