Sabato, 25 Settembre 2021

Stuprò e uccise una ragazza: "E' colpa sua, non doveva uscire di notte"

Il caso sconvolse il mondo. Mukesh Singh, condannato a morte per il delitto, ha detto che la vittima non avrebbe dovuto essere fuori casa la sera e non avrebbe dovuto resistere all'assalto, avvenuto su un autobus in movimento nel 2012

Uno degli uomini condannati per lo stupro di gruppo e l'assassinio di una studentessa indiana che sconvolse il mondo ha detto che la colpa era della vittima perchè "andava in giro di notte". Le dichiarazioni sono contenute in un documentario che viene trasmesso in occasione della Giornata della donna. Mukesh Singh, condannato a morte per il delitto, ha detto che la vittima non avrebbe dovuto essere fuori casa la sera e non avrebbe dovuto resistere all'assalto, avvenuto su un autobus in movimento nel 2012.

"Non puoi battere la mani con una mano sola, ci vogliono due mani. Una ragazza come si deve non va in giro alle nove di sera" ha detto in un'intervista per il documentario "India's Daughter", che la Bbc britannica trasmetterà domenica. "Una ragazza è molto più responsabile di uno stupro di un ragazzo, circa il venti per cento della ragazze sono buone".

La 23enne studentessa di fisioterapia morì per le ferite interne 13 giorni dopo essere stata selvaggiamente attaccata su un autobus verso casa, mentre tornava dal cinema con un amico, la sera del 16 dicembre 2012. Prima di morire potè raccontare alla polizia dettagli del crimine che aveva subito, che provocò sdegno in tutto il mondo e manifestazioni di massa in India. La vicenda fece emergere lo spaventoso livello di violenza contro le donne nel secondo Paese più popoloso al mondo e condusse a un'importante riforma delle leggi anti-stupro, con l'accelerazione dei processi e l'aumento delle pene. Ma Singh, 28 anni, ha detto che la sua esecuzione "renderà la vita più pericolosa per le future vittime di stupro".

"Da ora quando violenteranno non lasceranno la ragazza come abbiamo fatto noi, la uccideranno" ha detto a Leslee Udwin, la documentarista britannica che ha realizzato il film. Il violentatore ha anche criticato la vittima per aver reagito. "Avrebbe dovuto solo stare zitta e lasciarsi stuprare. Allora l'avrebbero lasciata andare dopo aver finito". India's Daughter" sarà trasmessa in sette Paesi tra cui India e Gran Bretagna l'8 marzo. Udwin parlerà alla première del film stasera insieme ai genitori delle vittima, che hanno lanciato una grande campagna per la sicurezza della donne dopo la morte della figlia. La regista ha detto di aver tratto ispirazione dalle centinaia di migliaia di indiani scesi in piazza "in numeri mai visti" dopo l'attacco. "Nella mia vita non mi ricordo alcun altro Paese che si è schierato con tanto impegno e tanta determinazione per i diritti delle donne" ha detto Udwin.

La vicenda scatenò un grande dibattito in India sul trattamento riservato alle donne, ma gli attivisti per i diritti dicono che poco è cambiato in un Paese profondamente patriarcale e maschilista. Singh, uno dei cinque condannati per lo stupro, ha ammesso di aver guidato l'autobus durante la violenza ma ha negato di avervi partecipato e ha presentato appello contro al condanna. Uno degli assalitori è morto in carcere prima del processo, un altro è troppo giovane per essere giudicato come un adulto e sconta una pena di tre anni in un riformatorio

Fonte: The Telegraph →
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