Giovedì, 17 Giugno 2021

Suicida a 26 anni per il bullismo dei colleghi: mamma e papà chiedono giustizia

Andrea Natali, 26 anni, di Borgo d’Ale, paese di duemila anime del Vercellese, si è impiccato

Andrea Natali, 26 anni, di Borgo d’Ale, paese di duemila anime del Vercellese, si è impiccato. Ora i suoi genitori chiedono giustizia, verità. Per loro Andrea si è ucciso per colpa dei bulli che avevano letteralmente rovinato la vita del figlio. Atti di bullismo quotidiani sul posto di lavoro. Per fare un esempio, lo chiudevano in un bidone dell'immondizia, lo fotografavano e poi pubblicavano l'immagine su Facebook. Per Andrea era iniziata così una forte depressione, nell'ultimo anno non era mai uscito di casa se non accompagnato, fino al drammatico gesto. 

Il giovane aveva presentato denunciato alla polizia postale, che aveva chiuso la pagina del social network con le sue foto e trasmesso poi gli atti alla procura. Ora mamma e papà chiedono giustizia. "Sappiamo che nessuno potrà restituirci nostro figlio - dicono i genitori - ma vogliamo capire cosa è veramente accaduto". La Stampa, nelle sue pagine di cronaca locale, riporta la rabbia dei genitori. "Il suo calvario è iniziato quattro anni fa: alcune persone che frequentano il paese hanno iniziato a prenderlo di mira con vari scherzi. All’inizio lui non diceva niente".  
 
Con il passare del tempo gli scherzi, però diventano più pesanti, tanto che un anno fa aveva deciso di sporgere denuncia alla Polizia postale. Ma senza che i responsabili pagassero davvero. E tutto si era chiuso con un nulla di fatto. "Diceva sempre che non si era rivolto alle forze dell’ordine solo per fermare i suoi aguzzini - continua Federico Natali - ma per evitare ad altri ciò che è accaduto a lui". "Nostro figlio continuava a ripetere “mi hanno tolto la dignità” e da quel momento è iniziato il suo declino psicologico", ricordano il padre e la madre.    

Ora i genitori tengono in mano la sua foto: era sorridente, spensierato. Allora i demoni erano lontani, c’era spazio solo per i sogni: "Amava vivere, ma poco a poco la sua fiamma si è spenta. Era un gran lavoratore prima che gli accadesse questa vicenda assurda"

Fonte: La Stampa →
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