Sabato, 5 Dicembre 2020

L'attesa infinita per i tamponi drive-in: "Siamo fermi da ore, abbiamo ordinato la pizza"

La situazione nei 14 punti romani è complessa, le richieste sono in aumento, si fa il possibile: "Siamo tutti potenziali positivi, molti hanno la febbre: questo sistema non funziona"

Sono 14 a Roma i punti dove è possibile fare i tamponi drive-in: in alcuni di essi le code sono lunghe e snervanti, ma inevitabili. Fare un tampone richiede complessivamente alcuni minuti, non pochi secondi. Come racconta Flaminia Savelli oggi sul Messaggero, si resta in coda per ore, in attesa del tampone, dietro a decine di auto lì per lo stesso motivo: "Siamo fermi da ore, abbiamo ordinato la pizza" dice qualcuno, preoccupato per l'esito del test ma affamato.

Tamponi drive-in: code infinite a Roma

Al drive-in sulla Palmiro Togliatti, periferia est della Capitale, la fila ieri era di oltre due chilometri. Ma è così ovunque, ad esempio nel piazzale dei test rapidi aperto all’aeroporto di Fiumicino le dieci file previste per le auto sono piene sin dall'alba. Sono 600 i tamponi quotidiani che ogni postazione può eseguire, non di più. Negli ultimi giorni le richieste sono in netto aumento.

Scene simili al Santa Maria della Pietà: "Ho ordinato una pizza per me e mio figlio. Stiamo aspettando da questa mattina di poter fare l’esame - dice Elena Franceschini mentre mostra l’ordine - ci avevano avvisati che ci sarebbe stato da aspettare ma non credevo un’attesa tanto lunga".

Pure qui, chi è arrivato prima dell’apertura dei cancelli, ha dovuto comunque attendere a lungo. «Sono arrivato alle sette e ho il numero 225 - precisa Stefano Oricchio, un operaio di 45 anni - sono risultato positivo a settembre, già negativo al primo tampone due settimane fa però non c’era questa situazione. Non ho mai visto tante persone». Gli addetti alla sicurezza del parcheggio confermano: «Da almeno una settimana, quando arriviamo alle sei del mattino per aprire i cancelli, c’è già un chilometro di coda. Da un giorno all’altro le persone sono raddoppiate se non triplicate».

Il problema è che non tutti sono asintomatici, affatto: "Qui siamo tutti potenziali positivi, molti hanno la febbre: questo sistema non funziona, non possiamo aspettare ore in macchina". Si lavora a ritmo folle per ridurre il più possibile i disagi per la cittadinanza. Anche a Torino si registrano situazioni simili: "In coda con i figli per il tampone, hanno la febbre e ci fanno aspettare all'aperto", racconta un genitore. 

Fonte: Il Messaggero →
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