Sabato, 31 Ottobre 2020

Tap, che cosa succede nel cantiere sotto inchiesta per inquinamento

Raffica di perquisizioni dei carabinieri del Nucleo operativo ecologico: gli atti sequestrati a disposizione dei magistrati leccesi nel terzo filone d'inchiesta - in ordine di tempo - che si è aperto sul gasdotto nel Salento

I carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Lecce, insieme ai colleghi dello stesso nucleo di Roma e Milano e del comando provinciale della città pugliese, hanno sequestrato una corposa documentazione relativa ai campionamenti effettuati sulle acque di falda sottostanti il cantiere Tap in località 'San Basilio' di Melendugno dove, secondo le indagini condotte dal Noe e dall'Arpa Puglia, è stato riscontrato il superamento della concentrazione della soglia di contaminazione di alcuni inquinanti.

Tap, raffica di perquisizioni

Perquisite le sedi legali e operative, gli uffici e i cantieri della società Trans Adriatic Pipeline Spa a Roma, Lecce e Melendugno, sulla cui costa è previsto l'approdo del gasdotto proveniente dall'Azerbaigian. Perquisita anche la sede del laboratorio di analisi 'Sgs Italia Spa' a Villafranca padovana, in provincia di Padova, il centro di analisi utilizzato dalla multinazionale per le indagini ambientali su vari cantieri dell'opera.

Tutti gli atti sequestrati, già dalle prossime ore, saranno messi a disposizione dei magistrati leccesi che, insieme al Noe, dovranno adesso passarli al setaccio.

Il decreto di perquisizione locale e di sequestro è stato emesso nell'ambito del procedimento penale sulla realizzazione del gasdotto per il quale risultano indagate tre persone per la gestione degli scarichi di acque reflue industriali. Secondo quanto si apprende l'inchiesta sul presunto inquinamento della falda non è collegata agli altri due filoni di indagine tuttora in piedi.

Cromo esavalente nel cantiere Tap, i pareri di Arpa e Asl

"Massima fiducia nell'esito dell'inchiesta" Così Tap commenta l'iniziativa del nucleo operativo ecologico dei carabinieri che, su disposizione della procura della Repubblica di Lecce, ha portato alle perquisizioni delle sedi aziendali in tre province e al sequestro di documenti presso un laboratorio di analisi di Padova che si occupa, per conto della multinazionale, dei campionamenti e dei sondaggi di tipo ambientale. Tap ha fatto sapere di aver prestato la massima collaborazione nei confronti dei militari. Null'altro trapela dai piani alti della società. 

Questo terzo filone d'inchiesta - gli altri riguardano il terminale di ricezione del gas in località Masseria del Capitano, in relazione all'eventuale applicabilità della normativa Seveso (entro il 18 è atteso il deposito della perizia disposta dalla procura) e presunte irregolarità nell'area "Le Paesane" dove sono stati espiantati centinaia di ulivi - è nato dopo un esposto del Comune di Melendugno quando si è aperto il tavolo tecnico che si è svolto presso la Provincia di Lecce sul superamento della soglia limite prevista per alcuni elementi nocivi.

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In quella sede la stessa Tap documentò lo sforamento di alcuni paramentri, tra cui quelli del cromo esavalente (rilevato con il piezometro 7), il nichel (rilevato con il piezometro 9 e 10), l'arsenico (piezometro 9).  La società aveva spiegato che i superamenti della soglia erano precedenti l'avvio dei lavori nel cantiere di San Basilio, dove è stato realizzato il pozzo di spinta per la talpa meccanica con la quale si vuol realizzare il tunnel del gasdotto fino al punto di uscita nel mare di San Foca.

Gli attivisti No Tap chiedono lo stop ai lavori durante l'inchiesta

Fonte: LeccePrima →
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