Martedì, 2 Marzo 2021

Tara, influencer da 2.7 milioni di follower uccisa per “aver scelto la vita”

La nota blogger e modella irachena è stata 'freddata' con tre colpi nella serata di giovedì. Sconcerto sui social: “Il suo unico crimine era quello di aver scelto la vita, nel posto sbagliato”

Tara Fares in una delle foto presenti sul suo profilo Instagram

L'omicidio dell'influencer e modella Tara Fares ha sconvolto Tara Fares e i cittadini iracheni. La ragazza, arrivata seconda a Miss Iraq e conosciuta in tutto il Paese, è stata uccisa con tre colpi di arma da fuoco nella serata di giovedì 27 settembre a Tara Fares Tara Fares, un quartiere nel centro di Baghdad. Molti internauti hanno denunciato sui social network un crimine la cui vittima ha pagato un prezzo alto per aver “scelto la vita”.

Come riporta il Sun, il ministero dell'Interno ha annunciato l’apertura di un’indagine per identificare chi ha aperto il fuoco contro questa stella dei social network mentre guidava la sua Porsche decappottabile bianca trovata dissanguata sulle poltrone rosse della sua auto. Per gli utenti di Internet, che trovano nei social network uno spazio di libertà in un paese conservatore, la ventiduenne è stata punita per il suo modo di vivere, facendo scattare l’ira di estremisti. 

La blogger, che ha viaggiato spesso e raramente rientrava a Baghdad dove è nata, era seguita da 2,7 milioni di abbonati su Instagram. Foto che la ritraevano bionda, rossa o bruna a seconda del periodo. Nei suoi scatti, con decine di migliaia di “Mi piace” ciascuno, sfoggiava i suoi tatuaggi, la sua manicure e gli abiti esuberanti. 

“Il suo unico crimine era quello di aver scelto la vita, nel posto sbagliato”, ha commentato un navigatore di Twitter. “Questo giovedì è toccato a Tara (…) chi sarà (la prossima vittima) il giovedì che arriva, dove sta andando l’Iraq?”, ha aggiunto un altro. Ahmad al-Basheer, un comico in esilio in Giordania, minacciato spesso di morte per la sua satira sui politici iracheni, ha scritto: “Chiunque trovi una scusa per coloro che uccidono una ragazza solo perché ha deciso di vivere come la maggior parte delle ragazze del pianeta è complice del suo omicidio”. 

Mercoledì sera, la missione delle Nazioni Unite in Iraq (Unami) era già allarmata per la morte – anche questa uccisa a colpi d’arma da fuoco – di un’altra donna, l’attivista per i diritti umani Souad al-Ali, a Bassora nel sud del Paese. Per la polizia, la 46enne è stata assassinata dal suo ex marito per una lite familiare. Unami, tuttavia, ha ricordato “di condannare tutti gli atti di violenza, in particolare contro le donne, compreso l’omicidio, le minacce e le intimidazioni, come atti totalmente inaccettabili”.

Fonte: The Sun →
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