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Domenica, 5 Febbraio 2023

Spunta la tassa nascosta: dal primo gennaio i sacchetti per la frutta diventano a pagamento

Le buste bio, obbligatorie per pesare frutta e ortaggi, saranno a pagamento, come rivela ItaliaOggi

Tra le pieghe del decreto Mezzogiorno spunta una "tassa nascosta" che sicuramente non farà piacere ai consumatori. Come scrive ItaliaOggi, dal primo gennaio dell'anno prossimo bisognerà pagare anche i sacchetti trasparenti usati per la frutta e la verdura, quelli su cui viene poi attaccato lo scontrino con il prezzo dopo averli pesati. 

"Non si può ovviamente utilizzare lo stesso sacchetto per più prodotti perché ognuno ha un prezzo diverso - ricorda ItaliaOggi - Perciò se la spesa riguarda mele, carote, pomodori, insalata e pesche occorreranno cinque sacchetti e il consumatore pagherà cinque volte".

L'importo dovrebbe essere di circa 10 centesimi, "quindi si farà presto a lasciare alla cassa qualche euro in più rispetto a oggi". Il ricavato viene incassato dal negozio ma poi "finisce in parte allo Stato sotto forma di Iva e di imposta sul reddito". La legge precisa che "le nuove buste non potranno essere distribuite gratuitamente e il prezzo di vendita dovrà risultare dallo scontrino o dalla fattura di acquisto delle merci". 

Dal primo gennaio quindi nei punti vendita potranno essere utilizzate solo le borse biodegradabili con un contenuto di materia prima rinnovabile non inferiore al 40%, dal 2020 questo tasso salirà al 50% e dal 2021 al 60%. Lo stesso vale per i sacchetti ultraleggeri riservati a frutta e verdura. I costi degli uni e degli altri, dovendo essere prodotti con materie prime più onerose, ricadranno sui consumatori.

Federdistribuzione ha fatto sapere che i sacchetti in plastica ultraleggera per l'ortofrutta non dovrebbero essere considerati alla stregua di un imballaggio.

Scrive infine ItaliaOggi: 

Inoltre si porrebbero problemi igienici se, per risparmiare, ci si portasse da casa i sacchetti usati. Ma finora sono state parole al vento. Nonostante una ricerca condotta dalla Academy of Nutrition and Dietetics sostenga che esiste la possibilità che germi e batteri rimangano intrappolati nelle maglie delle borse riutilizzabili. La questione è importante, specie per quegli alimenti che saranno consumati crudi, per cui ci potrebbe esserci il rischio di salmonella.

Plaudono invece i produttori di sportine.  Dice Marco Versari, presidente di Assobioplastiche: "Con questa legge giunge a sua naturale conclusione un percorso virtuoso nel settore della bioeconomia e dell'economia circolare che fa dell'Italia un modello per tutta l'Europa". 

Fonte: ItaliaOggi →
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