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Sabato, 15 Giugno 2024

Tel Aviv come Tunisi? Imprenditore in crisi si dà fuoco per protestare contro governo

Il gesto estremo di Moshe Silman, imprenditore israeliano schiacciato dai debiti

Tel Aviv come Tunisi? Apparentemente sì, almeno per quanto riguarda i gesti estremi delle vittime della crisi economica.
Come successe il 17 dicembre 2010, quando Mohamed Bouazizi, un venditore ambulante tunisino, si dette fuoco per protestare contro la polizia che gli aveva sequestrato la merce, gesto che dette il via alla primavera araba, anche in Israele, nel corso di una manifestazione per la giustizia sociale, un uomo, Moshe Silman, ha compiuto lo stesso gesto.

Silman, un imprenditore di 57 anni, versa in gravi condizioni, con ustioni di secondo e terzo grado sul 94% del suo corpo. In una lettera scritta prima di darsi fuoco, ha lanciato le sue accuse: "Lo stato israeliano mi ha derubato e non mi ha lasciato nulla".
Secondo quanto ricostruito dal quotidiano Haaretz, l'uomo aveva perso la sua impresa a causa di debiti contratti con lo Stato.

Prima di darsi fuoco, l'uomo ha gettato in strada le fotocopie della lettera, nella quale Silman ha accusato il premier e il ministro delle Finanze di una "costante umiliazione che i cittadini israeliani devono sopportare ogni giorno: prendono ai poveri per dare ai ricchi".

Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha augurato all'uomo una "piena guarigione", sottolineando sulla sua pagina Facebook come il gesto sia "una grande tragedia personale".

Fonte: Haaretz →
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