Giovedì, 17 Giugno 2021

Teresa e Trifone, è stata un'esecuzione militare: "Tecnica per uccidere in pochi secondi"

E' forte il sospetto, scrive il Gazzettino, che a uccidere sia stato un killer professionista. Non viene affatto esclusa persino l'ipotesi di un'esecuzione di stampo militare, attribuibile a una persona addestrata per uccidere

L'omicidio di Teresa Costanza e Trifone Ragone è avvolto ancor'oggi nel più fitto mistero. Un agguato rapidissimo e feroce nel parcheggio del palasport di Pordenone che resta inspiegabile. I fatti risalgono al 17 marzo quando l’assassino ha sparato cinque colpi di pistola contro i due giovani.

Le caratteristiche dell'arma confermano la freddezza del killer: il delitto è stato commesso con una pistola semiautomatica.

E' forte quindi il sospetto, scrive il Gazzettino, che a uccidere sia stato un killer professionista. Non viene affatto esclusa persino l'ipotesi di un'esecuzione di stampo militare, attribuibile a una persona addestrata per uccidere. 

Trifone Ragone non ha avuto tempo di reagire, il killer ha esploso sei colpi in rapida successione. 

La trasmissione "Segreti e delitti" ha parlato per questo caso di una tecnica militare, diffusa tra marines e corpi speciali, che insegna a uccidere in pochi secondi e in spazi angusti. 

E si è vagamente accennato a un'altra storia violenta che si intreccia con il delitto dei fidanzati di Pordenone: riguarderebbe un giovane ingaggiato per missioni sotto copertura. Si è poi parlato della semiautomatica 7,65 usata dal killer. Un modello non recente e un po' usurato, aveva anticipato il procuratore Marco Martani. [...] Le calibro 7,65 in Italia erano in dotazione al Corpo forestale negli anni Sessanta e ai corpi speciali.

Fonte: Il Gazzettino →
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