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Venerdì, 27 Gennaio 2023

Processo Ruotolo, in aula il padre di Trifone: "Per la famiglia era un pilastro"

Diciottesima udienza del processo per l'omicidio di Teresa e Trifone. Francesco Ragone ha risposto alle domande della parte civile: "Per noi Trifone era il pilastro della famiglia. Per mia moglie era tutto. A me è venuto a mancare un figlio, ma anche un amico sincero"

Il padre di Trifone Ragone, ucciso nel marzo 2015 insieme alla fidanzata Teresa Costanza (è accusato di omicidio Giosuè Ruotolo), ha testimoniato in aula nel corso della diciottesima udienza al Tribunale di Udine.

Francesco Ragone ha risposto alle domande della parte civile, raccontando come l'assenza di Trifone abbia sconvolto la famiglia, lasciendo inevitabilmente segni molto profondi: "Per noi Trifone era il pilastro della famiglia. Per mia moglie era tutto. A me è venuto a mancare un figlio, ma anche un amico sincero".

"Trifone da quando aveva 9 anni ha cresciuto i fratelli, cucinava per loro perchè io e mia moglie lavoravamo - ha continuato il padre - Per loro era un idolo, li consigliava su tutto. Faceva il padre a Gianni. Lo stipendio Trifone lo faceva accreditare sul conto corrente della mamma: dava tutto in casa, se aveva bisogno di qualcosa gliela davamo". 

Il padre di Trifone, aggiunge il sito ilfriuli.it, ricorda anche l'episodio in cui i commilitoni andarono a fargli le condoglianze: "Il Ruotolo si manteneva sempre dietro ai due coinquilini. Ad un certo punto disse a mia moglie che Trifone gli aveva fatto un buco e mia moglie si agitò. Quindi disse alla bambina di andare a prendere la borsa per saldare il debito. Ma Romano chiuse il discorso zittendo Ruotolo". 

Sugli screzi avuti da Trifone con una persona che inviava messaggi diretti a Teresa, il padre spiega che il figlio non gli disse "mai chi era. So che aveva litigato a Pordenone con 3 persone, per il trasloco". 

Anche il fratello ha parlato in aula del suo rapporto con Trifone: "Mio fratello mi ha aiutato a inserirmi in quello che è il mio ambito lavorativo, dandomi denaro per avviare una associazione sportiva che poi ho abbandonato. E mi aiutava con gli studi, che ora riesco bene o male a pagare. Di Ruotolo ricordo che "lo salutammo una volta tornando a casa dalla palestra a Pordenone". 

Fonte: Il Friuli →
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