Sabato, 16 Ottobre 2021

"Sarà impossibile ricostruire Arquata, Accumoli e Amatrice com'erano e dov'erano"

Il Commissario straordinario per il terremoto del Centro Italia Vasco Errani intervenendo ad una cerimonia a L'Aquila ha fatto il punto sullo stato dell'arte dei lavori per la ricostruzione dopo il sisma. Il 7 aprile terminerà la fase di "emergenza"

"Non possiamo ricostruire Amatrice, Accumoli e Arquata come erano negli anni ’70. Va ridefinita l’identità di questo territorio. Bisogna guardare al futuro”. Le parole che le vittime del terremoto del Centro Italia non avrebbero voluto mai sentirsi dire sono arrivate dalla voce di Vasco Errani, commissario straordinario per la ricostruzione che è intervenuto a L’Aquila alla cerimonia di premiazione della quarta edizione del premio Avus, un concorso tra le migliori tesi di laurea in Italia sulla prevenzione sismica.

"Dobbiamo in primis far restare i giovani. Ricostruire è pensare al nuovo - ha aggiunto - Chi ha attaccamento straordinario a questi territori ha in media 60 70 anni, molti per dato anagrafico la ricostruzione conclusa purtroppo non la vedranno"

I primi cittadini dei comuni cancellati dal sisma non intendono abbassare la guardia, portando avanti proteste per chiedere al Governo di ascoltare le loro istanze e allargare le maglie del decreto “Sisma Ter” sulla ricostruzione

Nel frattempo Fratelli d 'Italia, M5S, e Forza Italia dicono sì al tavolo interistituzionale proposto dai cittadini del Centro Italia formulata ufficialmente il 3 aprile dai Comitati “Quelli che il Terremoto” e “La Terra Trema Noi No”. Ancora nessuna risposta dal Governo Gentiloni edal commissario Vasco Errani. “Riteniamo assolutamente ragionevole la richiesta dei cittadini di partecipare alle attività che li riguardano” hanno replicato così Roberto Fico e Carlo Martelli capigruppo del Movimento 5 Stelle alla Camera e al Senato, alla richiesta inoltrata dai Comitati. Per Fabio Rampelli, capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera dei Deputati, “la proposta di un tavolo interistituzionale è un ottima iniziativa alla quale aderire con grande convinzione. L'avevamo avanzata già a settembre”.

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"E’ sempre comprensibile la protesta - ha spiegato Errani - ma dobbiamo renderci conto che ci troviamo di fronte a una delle catastrofi più gravi degli ultimi cento anni per dimensione (siamo ormai a 140 Comuni nel cratere sismico) e per entità e diffusione del danno, una cosa unica nella storia di questo Paese”

"Per la ricostruzione occorrono dei valori di riferimento, sono la comunità. Stiamo parlando del centro Italia, un territorio bellissimo, di grandissima qualità ambientale, che sono elemento di ricchezza ma anche di arretratezza. E che chiedono una progettazione di tipo nuovo. Un territorio, però, fragilissimo, le casette provvisorie: trovare un’area disponibile per realizzarle non è semplice, perché siamo in zone “R4” con rischio frana altissimo e a rischio inondazioni ed esondazioni. C’è poi il tema di grande impegno: quel territorio era fragilissimo e già compromesso prima del terremoto, con migliaia e migliaia di frane. Con una difficoltà,nei fatti, a gestire quel territorio. Io penso che occorra un piano decennale di messa in sicurezza del territorio, che intervenga e costruisca una cultura della manutenzione permanente”.

Fonte: Rete 8 →
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