Venerdì, 5 Marzo 2021
Parla Cartabellotta

Perché c'è il rischio terza ondata a gennaio 2021

Potrebbe arrivare, se non ci sarà d'ora in avanti una adeguata programmazione, "insieme al picco dell’influenza" avverte Nino Cartabellotta di Gimbe. Si è già perso un mese: "Dai primi di ottobre servivano lockdown mirati"

Non è un quadro ottimistico, d'altrone come potrebbe mai esserlo, quello che delinea Nino Cartabellotta, medico e presidente della Fondazione Gimbe di Bologna. Intervistato dalla Stampa dice: "Ci aspetta un inverno con l’influenza, operatori demotivati e le istituzioni che litigano tra loro". Si poteva fare di più nei mesi scorsi: "L’epidemia poteva essere contenuta e gestita meglio Bisognava prevedere l’arrivo di altri guai". E sulle polemiche delle Regioni, spiega: "Il Cts prende le decisioni già tenendo conto delle Regioni, non servono capricci non motivati".

"La seconda ondata è peggio della prima"

"La seconda ondata è peggio della prima: viene coinvolto il centrosud" dice Cartabellotta. "La curva epidemiologica è cresciuta molto e questo ha aumentato i casi positivi, la pressione sugli ospedali e i morti. Bisognava prevedere che la seconda ondata avrebbe portato altri guai, anche perché ora non ci aspetta l’estate come a marzo".

Si è tentennato per un mese con misure restrittive troppo lievi secondo il medico:

"Dai primi di ottobre servivano lockdown mirati e riguardo all’ ultimo Dpcm non è chiaro il funzionamento dei 21 indicatori, anche perché questi dati non sono mai stati resi pubblici nel dettaglio".

Rischio terza ondata in Italia a gennaio 2021

Nessuna falsa speranza su una discesa dei casi in vista: "In alcune regioni si nota un minore incremento percentuale dei contagi, ma siamo lontani da un appiattimento. Nell’ultima settimana i nuovi casi sono aumentati del 50 per cento. La curva è in piena crescita esponenziale, anche se la situazione è migliorata dalla settimana precedente quando la crescita era del 90 per cento".

Impossibile quindi fare previsioni per Natale: "Ci aspetta un lungo inverno e senza programmazione rischiamo una terza ondata a gennaio insieme al picco dell’influenza".

Di possibile terza ondata aveva parlato ieri anche Andrea Crisanti, professore ordinario di Microbiologia dell'Università di Padova: "Il vero obiettivo che dovremmo avere ora è mettere in atto misure per evitare la terza ondata. Se ora facciamo un lockdown estremamente rigido di 6-7 settimane, poi a ridosso di Natale i casi saranno diminuiti e ci saranno mille pressioni per rimuovere le misure, perché tutti vogliono andare in vacanza, a pranzo fuori o a trovare amici fuori regione, e a febbraio staremo di nuovo in questa situazione. La vera sfida in questo momento quindi è trovare una strategia per evitare la terza ondata".

Fonte: La Stampa →
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