Domenica, 18 Aprile 2021

Perché si sentiva gridare “Ti amo” tra i ragazzini in fuga dal bus: il racconto di Ramy

Intervistato da Repubblica, il ragazzino ha raccontato cosa è successo in quei momenti concitati in cui lui e i suoi compagni hanno visto la morte in faccia

Tra le tante immagini della strage evitata del bus dirottato a San Donato Milanese ce n'è una che è rimasta impressa. In mezzo alle invocazioni d’aiuto e alle urla strozzate rimaste impresse nei video girati dagli automobilisti che hanno assistito alla scena, si sente un “Io ti amo” gridato da uno dei ragazzini.

"Ti amo!", la dichiarazione d'amore urlata nella fuga dal bus dirottato

Intervistato da Repubblica, il giovane Ramy, uno degli studenti che è riuscito a dare l’allarme e a far intervenire i soccorsi, ha raccontato: “Quando il guidatore ci ha minacciato abbiamo iniziato ad urlare. Quelli che hanno la fidanzata o il fidanzato dicevano ‘ti amo, ti amo’. Io ho pensato a mettere in salvo, più protetta sul sedile, una ragazza. Una di seconda A. Gliel’ho detto anche io…”.

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A quella stessa ragazza Ramy si era dichiarato qualche tempo fa, senza però ottenere una risposta. Stavolta però la compagna di scuola ha ricambiato il suo sentimento e chissà che non ne nasca un fidanzamento.

Ramy, l'eroe del bus: "Pensavo di essere già morto, ho cercato di salvare tutti" 

Ramy: "Ho scopero che siamo una bella classe, molto uniti"

Le straordinarie circostanze che questi giovanissimi hanno vissuto li hanno messi a dura prova e hanno fatto uscire sentimenti più autentici. “In quel momento ho scoperto che siamo una bella classe, molto uniti. Anche i compagni che mi stavano antipatici. E ho capito che anche i prof ci vogliono bene”.

Il ragazzo incontrerà il ministro dell’Interno Matteo Salvini. “Mi hanno chiamato. Vuole incontrarci, me e la mia famiglia”, ha raccontato Ramy. “Lo ringrazierò, se è vero che accelererà le pratiche per la cittadinanza”, ha aggiunto. Al ministro Ramy dirà anche: “Non prendertela con gli africani, ne conosco di buoni, che si comportano bene. Anche gli italiani fanno cose brutte”.

Fonte: Repubblica →
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