Mercoledì, 27 Ottobre 2021

Laziali in carcere a Varsavia: "Mio fratello condannato, i colpevoli sono già a Roma"

RomaToday ha intervistato Barbara D'Alessandro, sorella di Federico, uno dei 22 tifosi laziali ancora in carcere a Varsavia

Una settimana fa prima della partita di calcio di Europa League tra Legia Varsavia e Lazio si sono verificati dei disordini nella città polacca.  

La polizia ha fermato circa 180 persone, in gran parte tifosi laziali. Quasi tutti i supporter italiani se la sono cavata pagando una cauzione e tornando presto a casa.

Per alcuni tifosi laziali la situazione è più complessa, 22 di loro sono ancora detenuti nelle carceri polacche.

Emma Bonino, il nostro ministro degli Esteri, ieri a margine del vertice Nato tenutosi a Bruxelles, ha ricevuto rassicurazioni dal Vice-Ministro degli Esteri polacco, Henryka Mo?cicka-Dendys, che ha confermato l'impegno del Governo Polacco a "chiarire appieno le dinamiche degli scontri avvenuti prima della partita tra la Lazio e Legia Varsavia che hanno portato all'arresto di un numero così elevato di persone e a diverse sentenze".

RomaToday ha intervistato Barbara D'Alessandro, sorella di Federico, uno dei 22 tifosi. Il 23enne è uno degli 8 tifosi che sono stati già processati e condannati a due mesi di reclusione.

Barbara, innanzitutto quali sono le condizioni di suo fratello? Quand'è l'ultima volta che lo avete sentito?
"Le ultime notizie che abbiamo risalgono a domenica. Sappiamo che non sta bene: quando mio padre è riuscito a vederlo lo ha trovato molto provato psicologicamente. Oggi abbiamo ricevuto notizie dal padre di un altro dei ragazzi, il quale ci ha riferito che la situazione non è buona. I ragazzi stanno male, soprattutto psicologicamente. Sono stati tutti divisi tra di loro, nelle celle non c'è nessun italiano con un suo connazionale"

La vicenda non è chiara, conferma la sorella di Federico D'Alessandro:

É una storia dai contorni assurdi: sentendo le testimonianze di altri ragazzi che sono riusciti a tornare a Roma, sebbene ci sia stato qualcuno che ha commesso la sciocchezza di lanciare qualcosa contro le autorità, i presupposti per essere aggrediti esistevano indipendentemente dal lancio di oggetti. La polizia era dappertutto, in divisa, in borghese. I tifosi della Lazio erano accerchiati e spintonati dai poliziotti. Sto soffrendo particolarmente perché non vorrei che i veri colpevoli, se ci sono, stiano beatamente qui a Roma mentre degli innocenti sono in carcere

Fonte: RomaToday →
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