Giovedì, 6 Maggio 2021

Tiziano Renzi prende a parolacce il reporter: "Vada a fare in culo lei e tutti i suoi colleghi"

Il padre dell'ex premier Matteo Renzi non risponde alle domande. Alta tensione dopo la pubblicazione di alcuni brani dell'ultimo libro di Marco Lillo, 'Di padre in figlio'

Dopo la bufera suscitata dall'ultima intercettazione pubblicata da Il Fatto Quotidiano si alza la tensione nel "giglio magico" e Tiziano Renzi prende a parolacce il reporter di Repubblica: "Ma si levi dalle palle. Mi avete rotto i coglioni, chiaro?". Raggiunto in strada a Rignano sull'Arno, il padre dell'ex premier Matteo Renzi sbotta non appena vede avvicinarsi il giornalista: ''Mi si levi dalle palle. Ma vada a fare in culo lei e tutti i suoi colleghi".

Quella tra Matteo Renzi e suo padre Tiziano "è una intercettazione del tutto irrilevante, che anzi conferma la circostanza che Tiziano non ha mai incontrato l'imprenditore Romeo". Lo dice il legale del padre dell'ex premier, avvocato Federico Bagattini "Continua purtroppo lo stillicidio di pubblicazioni arbitrarie, in quanto si tratta di atti non conosciuti neanche da noi - aggiunge Bagattini - e prendiamo atto con soddisfazione delle iniziative che la procura di Roma ha dichiarato di voler assumere". 

La Procura di Roma ha infatti aperto un fascicolo ipotizzando i reati di violazione del segreto d'ufficio e pubblicazione arbitraria di atti di un procedimento penale. La miccia l'ha accesa il Fatto quotidiano anticipando alcuni brani dell'ultimo libro di Marco Lillo, 'Di padre in figlio'.

"Devi dire tutta la verità ai magistrati - dice il segretario del Pd al padre - Non puoi dire bugie o 'non mi ricordo' e devi ricordati che non è un gioco". Il riferimento è all'incontro che Tiziano Renzi avrebbe avuto con l'imprenditore Romeo. Il papà di Renzi dice di non ricordare se quell'incontro ci sia stato o meno. "Io - aggiunge l'ex premier - non voglio essere preso in giro e tu devi dire la verità in quanto in passato la verità non l'hai detta a Luca, e non farmi aggiungere altro. Devi dire se hai incontrato Romeo una o piu' volte e devi riferire tutto quello che vi siete detti". 

Per la Procura di Roma il dialogo al telefono pubblicato in un libro tra Matteo Renzi e il padre, indagato nell'ambito dell'inchiesta Consip, non ha alcuna rilevanza penale, ma la polemica sull'ex presidente del Consiglio riesplode e il Movimento 5 stelle. Per il partito di Grillo questa trascrizione prova che il "Paese è guidato dalla cricca renziana che costruisce il proprio potere fra giochi di palazzo, bugie e mezze verita". 

Solidarietà viene espressa a Renzi dai ministri Galletti e Alfano, da Alternativa popolare, da Scelta civica, dal Pd ma anche da Forza Italia. Renato Brunetta, capogruppo alla Camera, afferma: "Ho orrore per tutte le intercettazioni che non vengono utilizzate con le garanzie di legge all'interno di un processo. Ho orrore perché penso che non sia accettabile che una conversazione privata venga pubblicata sulla stampa, a prescindere dagli interlocutori, senza un'adeguata contestualizzazione".

Gli fa eco Pierferdinando Casini, presidente della commissione Esteri del Senato: "Dalle intercettazioni pubblicate illegalmente emerge Matteo Renzi come una persona perbene. Ogni altra considerazione, per me, ha molto meno valore di questa: le sue parole sono inequivocabili e anche i suoi peggiori avversari dovrebbero riconoscerlo". 

Su Facebook Matteo Renzi commenta la trascrizione della intercettazione affermando che "chi ha sbagliato pagherà fino all'ultimo centesimo, comunque si chiami. Spero che valga anche per chi - tra i giornalisti - ha scambiato la ricerca della verita' con una caccia all'uomo che lascia senza parole".

Fonte: Repubblica.it →
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