Domenica, 11 Aprile 2021

Il medico che cura 800 pazienti con la cannabis in Toscana: "Non basta, bisogna produrne di più"

Paolo Poli è direttore del reparto di terapia del dolore dell'ospedale Santa Chiara di Pisa. I suoi pazienti stanno meglio ma ancora ci sono dei pregiudizi tra i medici: "Molti dottori si rifiutano di prescriverla. Manca la materia prima, bisogna produrne di più"

Paolo Poli è direttore del reparto di terapia del dolore dell'ospedale Santa Chiara di Pisa. Dal 2012, quando in Toscana è stata approvata la legge sull'suo della cannabis a scopo terapeutico, lui l'ha prescritta a più di 800 persone. Non solo: ha anche fondato la prima società scientifica di ricerca sulla sostanza (Sirca) di cui è presidente. Così, in un colloquio con ilfattoquotidiano.it, spiega vantaggi e criticità della nuova normativa: "E’ un farmaco, non è una droga – afferma – Ma sono molti i colleghi che non l’hanno capito". Eppure "tutti i medici possono prescrivere le preparazioni a base di cannabis", come ricorda la delibera attuativa del 10 novembre 2014.

Non solo: anche dal punto di vista clinico i problemi non sono pochi: "La legge regionale sulla cannabis terapeutica è una buona legge ma ci sono alcuni problemi. Non copre tutte le patologie che a noi interessano. Penso innanzitutto alla fibromialgia. Prima delle elezioni ho chiesto al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi che estendesse l’accesso gratuito ad altre patologie. Mi rispose di sì. Ma non l’ha ancora fatto. Prima delle elezioni si dicono tante cose, bisogna vedere dopo. Inoltre non c’è informazione e molti dottori di medicina generale si rifiutano di prescriverla; infine c’è un problema di produzione: la cannabis non c’è, va importata. Hanno iniziato la coltivazione a Firenze, ma ci sarà penuria almeno fino a febbraio. I nostri 800 pazienti in cura con i cannabinoidi usano farmaci importati dall’Olanda. Vogliamo avere la possibilità di sperimentare le cure con la cannabis italiana".

La Toscana è quindi all’avanguardia nell’uso della cannabis terapeutica, ma restano alcuni problemi. Tre in particolare: "Primo alcune patologie sono escluse dalla legge, penso alla fibromialgia. Secondo: molti dottori si rifiutano di prescriverla. Terzo: manca la materia prima, bisogna produrne di più e farlo in Italia, basta con l’importazione".
 

Fonte: ilfattoquotidiano.it →
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