Giovedì, 25 Febbraio 2021

La superarma nucleare supersegreta di Trump (è su Wikipedia)

Il presidente degli Stati Uniti ha fatto delle rivelazioni al giornalista Bob Woodward. Ma parte di esse sono stranote...

Un'arma segreta e potentissima. Qualcosa che non è stata mai vista prima negli Stati Uniti. Donald Trump continua a far parlare di sé spostando la campagna elettorale sul terreno che gli è più congeniale. Il presidente degli Stati Uniti ha annunciato di aver sviluppato una potente arma nucleare. Un'arma che nessuno dei suoi predecessori ha avuto a disposizione e che nemmeno i competitor Cina e Russia immaginano. Trump l'ha rivelato in una delle sue 18 interviste rilasciate a Bob Woodward, il giornalista premio Pulitzer autore dello scoop del Watergate che costò la presidenza a Richard Nixon. Nel corso di 18 interviste concesse al giornalista, Trump ha anche parlato della sua nuova arma nucleare, roba da far impallidire anche Putin e Xi. La notizia è venuta fuori in occasione del lancio del nuovo libro del giornalista, “Rabbia” che verrà pubblicato il prossimo 15 settembre. Nel frattempo sono venuti fuori ampi stralci che hanno acceso la campagna elettorale.

L'ipotesi “spazio-plano”

Sono varie le ipotesi avanzate su quale possa essere questa arma ma in realtà qualcosa di concreto già ci sarebbe. Si tratta del cosiddetto “spazio-plano”, un congegno aereo chiamato X37-B su cui sono già uscite delle indiscrezioni. Si tratta di un progetto a cui stanno lavorando Pentagono e Boeing da anni. Si tratta di un'arma potentissima e telecomandata. Al momento gli Stati Uniti disporrebbero di una flotta di quattro droni. Un congegno da guerre stellari capace di volare oltre 700 ore consecutivamente. È lungo nove metri e ha un'apertura alare di cinque metri. Inoltre sarebbe capace di essere invisibile ai radar riuscendo a bloccarli convogliando il flusso solare e scatenandolo contro i radar avversari. Sono questi i dettagli rivelati finora ma Trump ha voluto sorprendere comunque dando lo scoop al premio Pulitzer. Rivelazioni che però in realtà non sono all'altezza del suo interlocutore visto che del drone si è già parlato ampiamente e addirittura risulta una pagina di Wikipedia che ne traccia la storia e l'evoluzione. 

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I precedenti annunci 

Nonostante questo le rivelazioni Trump hanno spiazzato tutti, anche il Pentagono con cui ha avuto una relazione sempre burrascosa nei quattro anni di presidenza. Le sue fughe in avanti hanno sempre messo in difficoltà i vertici militari costretti a rincorrere o a correggere le sue dichiarazioni. Fu il caso per esempio del cosiddetto missile “super duper”, un missile che Trump annunciò aver progettato capace di andare 17 volte più veloce degli attuali. Il Pentagono fu costretto a spiegare che si trattava solo di test per la creazione di un missile ipersonico e che non c'era nulla di concluso. Riguardo alla nuova arma nucleare il Pentagono in realtà stavolta non ha completamente smentito il comandante in capo, anzi. Dopo un primo momento di sorpresa alcune fonti interne hanno confermato lo sviluppo di un sistema d'arma segreto. Non hanno, però, fornito dei dettagli aprendo così a un dibattito tra esperti che hanno formulato varie ipotesi. Secondo alcuni si tratta di una nuova generazione di armi atomiche tattiche. Ordigni meno potenti ma più precisi. È il caso di un ordigno chiamato D5 che lancia la testata W76-2. L'altra ipotesi è il sistema missilistico “low yield” che viene chiamato Triden II e che già sarebbe stato montato sul sottomarino Uss Tennessee.

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Il rapporto con il Pentagono 

Il libro di Woodward svela anche altri segreti del rapporto con i vertici militari del Paese. Rapporti tesissimi visto che il Presidente non ha mai fatto mistero di disprezzare l'attendismo dei militari. Per di più la sua politica estera ha più volte preoccupato il Pentagono. In particolare nella fase in cui strinse un rapporto con il leader nord-coreano Kim Jong Un. In diverse occasioni si scambiarono lettere di apprezzamento. Il tutto dopo una fase di forte frizione che sembrava essere il preludio di uno scontro militare. Addirittura Woodward racconta che l'ex segretario alla Difesa, Jim Mattis, era solito dormire vestito e pregare nella Cattedrale della capitale. Addirittura sia lui che il capo dell'intelligence, Dan Coats stavano valutando l'ipotesi di denunciare Trump come pericoloso per la sicurezza nazionale. Più recentemente inoltre il Pentagono non ha apprezzato l'utilizzo della Guardia nazionale per sedare le rivolte scoppiate dopo gli omicidi e i ferimenti di cittadini afro-americani ritenendolo un gesto contrario ai valori della Costituzione.

Fonte: The Indipendent →
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