Lunedì, 1 Marzo 2021
Taranto

"Tra 10 minuti tuo padre muore": le parole choc di un medico alla figlia di un paziente Covid

Il racconto di Angela Cortese ai giornali: "Ho solo avuto la forza di chiedere della saturazione e per tutta risposta ho ricevuto delle urla". Oggi "La Stampa" racconta di altri episodi analoghi che sarebbero avvenuti in un ospedale di Taranto

Foto di repertorio non riferita ai contenuti dell'articolo

“Tra dieci minuti tuo padre muore”. Così si sarebbe rivolto un medico dell’ospedale Moscati di Taranto alla figlia di un paziente Covid in fin di vita.  Angela Cortese, avvocato, ha raccontato ai giornali la vicenda del padre Francesco, 78 anni,  ricoverato nella notte tra l'1 e il 2 novembre e deceduto poi a causa della malattia. “Venitemi a prendere, qua muoio” avrebbe detto il papà alla figlia subito dopo il suo ingresso in ospedale. Cortese prova a contattare di nuovo il padre ma questa volta non le risponde lui. Secondo "Repubblica", la donna avrebbe parlato con medico che si trovava nell'Auditorium dove il padre era stato sistemato. "Suo padre non collabora, non vuole mettersi la maschera Cpap, fra dieci minuti morirà, preparatevi!".

Alla figlia si gela il sangue nelle vene: "Ci sentiamo piombare addosso d'improvviso queste parole terribili, quel medico sembrava una bestia inferocita, contro di noi e mio padre. Ho avuto solo la forza di chiedere della saturazione e per tutta risposta ho ricevuto altre urla: non c'è saturazione, vedrete che fra poco muore!".  Fino a che Cortese viene informata del decesso. Accuse molto gravi e, ovviamente, ancora tutte da provare. Secondo i giornali il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci avrebbe convocato la direzione generale per avere un chiarimento. “Nessuna emergenza - ha fatto sapere il sindaco - può giustificare abusi e superficialità, a maggior ragione dei servizi di natura sanitaria”. Ma quello del 78enne non sarebbe l’unico episodio di questo genere, racconta oggi Valeria D’Autilia su “La Stampa”.

Il padre di Donato Ricci era ricoverato nella stessa struttura: “Mio padre non è stato curato - dice l’uomo -, è stato parcheggiato. L’hanno tenuto in un container. Ho i video che ha fatto lui: lì dentro non c’è niente che possa salvare una persona, solo un po’ di ossigeno”. Ricci racconta che il padre “all’inizio andava bene” ma a un certo punto ha iniziato ha insistere per uscire, spiegando di voler “chiamare la polizia. E lui era un poliziotto. C’era qualcosa” racconta Ricci. “Per giorni non abbiamo avuto sue notizie e ho dovuto chiedere l’intervento del presidente Emiliano. Nella disperazione, mi sono ricordato che una volta disse che tutti i pugliesi potevano chiamarlo in caso di necessità. A quel punto, siamo riusciti a parlare con l’ospedale, ci dicevano che era stazionario. Ma ho capito che dicevano così a tutti, con il copia incolla”. Sempre secondo “La Stampa” si sarebbe costituito un gruppo di nove parenti con storie simili. Che ora chiedono chiarezza dai vertici della struttura.

Fonte: La Stampa →
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