Domenica, 11 Aprile 2021

A 16 anni prende il fucile e uccide i talebani che avevano assassinato i suoi genitori

La foto di Qamar Gul, con il velo e un kalashnikov tra le braccia, è diventata virale come la sua storia. Il presidente afgano Ashraf Ghani ha invitato lei e il fratello, che ha combattuto al suo fianco, al palazzo presidenziale

Una ragazza afgana di 16 anni ha ucciso a colpi di fucile tre talebani che avevano fatto irruzione in casa sua uccidendo i suoi genitori. Qamar Gul, questo il nome della giovane, è diventata in breve tempo un'eroina simbolo della resistenza ai talebani. La sua storia è stata raccontata dal Guardian, citando fonti governative locali.

Lo scorso 17 luglio un gruppo di circa quaranta talebani ha assaltato il villaggio di Geriveh, nella provincia afgana di Ghor, dove la 16enne viveva con i genitori e il fratello. Alcuni di loro si sono recati a casa della ragazza per portare via il padre e la madre, sostenitori del governo. Quando la donna si è rifiutata di farli entrare, i talebani hanno sparato uccidendola e poi hanno ucciso anche il marito, sopraggiunto nel frattempo.

Secondo quanto riferito da Mohamed Aref Aber, portavoce del governatore della provincia, Qamar Gul, dopo aver assistito all'omicidio dei genitori, ha preso il fucile del padre e ha aperto il fuoco uccidendo tre talebani. La ragazza ha poi ingaggiato uno scontro a fuoco durato un'ora contro gli altri talebani, aiutata dal fratello dodicenne, prima che alcuni abitanti del villaggio e gli uomini della milizia vicina al governo si unissero a loro e riuscissero a scacciarli.

Spara e uccide i talebani che le hanno assassinato i genitori: la storia di Qamar Gul

Qamar Gul e suo fratello Habibullah sono stati poi portati in un luogo sicuro a Chaghcharan, capoluogo della provincia di Ghor.  

"Sono rimasti sotto shock per i primi due giorni senza riuscire a parlare molto, ma ora sono in buone condizioni", ha fatto sapere Aber. "Continuano a dire: 'Era nostro diritto, perché non possiamo vivere senza i nostri genitori'. Non hanno molti altri parenti, a parte un fratellastro che vive nello stesso villaggio".

Il governo afgano ha elogiato quanto fatto da Qamar Gul e il presidente Ashraf Ghani ha invitato lei e suo fratello al palazzo presidenziale mentre la fotografia di Qamar Gul con in braccio un kalashnikov è diventata virale sui social media, dove molti utenti hanno lodato il suo coraggio.

Dal 2011, dice il Guardian, almeno 100mila afghani sono morti in conflitto e i talebani uccidono regolarmente chi sospettano di essere un informatore del governo o delle forze di sicurezza attaccando i villaggi.

Fonte: Guardian →
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