Domenica, 20 Giugno 2021

Così le Regioni continuano ad aprire uffici in tutto il mondo (a spese nostre)

Da Tirana al Nicaragua, le ambasciate regionali nel mondo assorbono un notevole flusso di soldi pubblici. Mister spending review Cottarelli prova a metterci una pezza

E' un grande spreco, se ne stanno convincendo tutti. Da Tirana al Nicaragua, le ambasciate regionali nel mondo dragano un notevole flusso di soldi pubblici.

All'epoca di Tremonti erano 178, la Farnesina ne conta 120.

Ora, scrive il Fatto Quotidiano, il commissario alla spending review Cottarelli vuole tagliare.

Uffici, sportelli e ambasciate regionali proliferano ovunque, convertite in staterelli autonomi e disinvolti in giro per mondo. E ficcano decine di bandierine da Buenos Aires a Seul, Tirana, Minsk, Almaty.

"Stranamente" Cottarelli aspetta da un anno lo studio, perché le regioni non sembrano avere alcuna fretta di fornire tutti i dati. Entro l'estate sarà possibile fare un primo bilancio realistico.

Da anni la politica prova a mettere un freno al fenomeno, inutilmente. Tremonti aveva calcolato tempo fa 178 sedi, di cui 21 a Bruxelles anche se le regioni sono 20: Trento e Bolzano infatti non vogliono nemmeno pensare a condividere le medesime stanze.

A Roma, però, le regioni già presidiano il territorio e scelgono gli appartamenti più prestigiosi e più vicini a palazzo Chigi. Il Veneto abita in via del Tritone, ti affacci e puoi scrutare Matteo Renzi curvo sulle sudate carte nel suo studio. Che fanno i veneti così in centro a Roma: “Svolgono attività di promozione del ‘Sistema Veneto’”. Da vent’anni, i calabresi sono presenti con una “delegazione” per offrire supporto. E ci sono i campani, i toscani, i piemontesi. Nessuno escluso. Il Molise ha 314.000 abitanti, Campobasso dista un paio di ore da Roma: aveva una coppia di sedi nella capitale, una è fallita per debiti. La posizione migliore è per la Valle d’Aosta – 121.000 residenti – perché è in faccia a palazzo Chigi

Ma sono gli uffici all'estero i più sorprendenti.

Quando a Cottarelli hanno riferito che la Puglia ha un ufficio a Tirana (lo volle Raffaele Fitto) e il Piemonte a Buenos Aires (per questioni di emigrazioni) e in Nicaragua, non ci voleva credere.

Fonte: Il Fatto Quotidiano →
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