Sabato, 19 Giugno 2021

Per gli Usa i giudizi di Mani Pulite violarono i diritti del sistema democratico

La Stampa pubblica, all'indomani della sua morte, l'intervista che l'ex ambasciatore americano a Roma, Reginald Bartholomew, concesse a Maurizio Molinari

Qualcosa non quadrava nel rapporto tra il consolato Usa di Milano e il pool Mani pulite. Con me tutto questo cessò. Nell’intento di combattere la corruzione i magistrati di Milano violavano sistematicamente i diritti di difesa degli imputati in modo inaccettabile per una democrazia. La classe politica si stava sgretolando ponendo rischi per la stabilità di un nostro alleato strategico nel bel mezzo del Mediterraneo"

All'indomani della morte dell'ex ambasciatore americano a Roma, Reginald Bartholomew, Maurizio Molinari, firma di spicco del quotidiano torinese La Stampa, pubblica il contenuto dell'intervista concessagli dal diplomatico poco prima di morire.

Un'intervista che fa luce su uno dei passaggi più delicati della storia della nostra Repubblica, tra la fine dei governi del pentapartito, l'ascesa degli ex comunisti, la preparazione della discesa in campo di Silvio Berlusconi, e soprattutto l'azione, che preoccupava molto il governo americano, del pool di Mani Pulite.

Per l'amministrazione Usa i giudici di Milano stavano violando le regole del sistema giudiziario democratico, e Washington cercò di limitarne il potere, individuando in Prodi e D'Alema due politici affidabili, in grado di garantire la sopravvivenza dell'alleanza italo-americana, fondamentale per gli Stati Uniti nel difficile scacchiere mediterraneo.

Per leggere l'articolo completo vi rinviamo al Pdf pubblicato sulla rassegna stampa del sito della Camera dei Deputati

Fonte: La Stampa →
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