Mercoledì, 23 Giugno 2021
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Cosa c'è dietro la storia delle 20mila dosi di AstraZeneca incenerite in Malawi

Le autorità hanno deciso di bruciare centinaia di fiale scadute "in pubblica piazza" per rassicurare i cittadini del fatto che non venissero somministrati vaccini "avariati"

Foto dal profilo Twitter di Khumbize Kandodo Chiponda

In Malawi le autorità hanno bruciato (nel vero senso della parola) quasi 20mila dosi scadute del vaccino AstraZeneca. Si trattava di parte di un lotto da 102mila dosi inviato al Paese africano lo scorso 26 marzo con data di scadenza del 13 aprile. Una finestra di sole tre settimane che non si è rivelata sufficiente per somministrarli tutti. In attesa di capire se i vaccini scaduti potessero essere utilizzati o meno, l'Oms aveva chiesto inizialmente ai Paesi che ne erano in possesso di aspettare a distruggerli. Solo l'altro ieri l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha tuttavia chiarito che non c'era per il momento alcuna chance di poter usare quelle dosi, dando il via libera allo smaltimento "in modo sicuro". Il Malawi ha scelto di bruciare direttamente i vaccini in un inceneritore, una sorta di "cerimonia" organizzata ad uso e consumo del pubblico.

Con un fine nobile: convincere i cittadini malawiani che non avrebbero ricevuto vaccini "avariati". Tra la popolazione si era infatti fatta strada una certa sfiducia nei confronti dei farmaci anti-Covid. "Quando si è diffusa la notizia che avevamo vaccini scaduti, abbiamo notato che le persone hanno iniziato a non presentarsi più nelle cliniche per farsi vaccinare", ha spiegato il dottor Charles Mwansambo. Da qui l'idea di un gesto simbolico: incenerire i vaccini in pubblica piazza: "Se non li bruciamo, le persone penseranno che stiamo usando vaccini scaduti nelle nostre strutture e se non vengono a farsi vaccinare si ammaleranno di Covid".

Le fiale (per un totale di 19.610 dosi) sono state incenerite mercoledì all'ospedale centrale di Lilongwe, la Capitale del Malawi, alla presenza della ministra della Salute Khumbize Kandodo Chiponda. 

"Stiamo distruggendo (questi vaccini) perché, come politica del governo, non devono essere utilizzati prodotti sanitari scaduti", ha detto Chiponda rassicurando i cittadini che nel Paese "non è mai stato utilizzato alcun vaccino" che non fosse sicuro. La ministra si è detta convinta che la decisione del governo servirà ad aumentare le adesioni alla campagna vaccinale. Il Malawi è il primo Stato in Africa a distruggere dosi di vaccino ormai scadute. Il problema riguarda però anche il Sud Sudan che lo scorso mese ha comunicato il mancato utilizzo di 60 mila dosi AstraZeneca donate dall'Unione africana e ormai non più utilizzabili.


 

Fonte: BBC →
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