Martedì, 27 Ottobre 2020

Quando arriverà il vaccino anti-Covid (e perché il peggio potrebbe essere già alle spalle)

Gli analisti economici temono più Trump e le elezioni statunitensi che il Covid. La maggior parte della popolazione in Nord America e Europa potrebbe essere già stata vaccinata dal Sars-Cov-2 entro il secondo-terzo trimestre del 2021

Per il vaccino anti COVID-19 non è più questione di se ma di quando. Come spiega in una efficace animazione gli analisti della banca di investimento Barclays, il siero anti Sars-Cov-2 è previsto entro l'inizio di novembre al termine degli studi clinici di Fase III (studi che storicamente hanno una probabilità di approvazione dell'85%).  "I governi di tutto il mondo hanno investito in impianti di produzione per produrre i vaccin in serie vaccini e riteniamo che la maggior parte degli Stati Uniti, dell'Unione Europea e del Regno Unito dovrebbero essere vaccinati entro il secondo trimestre-terzo trimestre del 2021."

Quando arriverà il vaccino anti coronavirus

vaccino coronavirus quando-2

Si tratta di un'inversione di tendenza rispetto a quanto prospettato solo pochi mesi fa, quando le speranze di un farmaco di successo erano ancora lontane. E con il prossimo arrivo del vaccino anche le prospettive economiche girano in positivo nonostante le preoccupazioni per gli effetti della pandemia. 

Gli analisti si aspettano una ripresa più rapida rispetto ai rallentamenti passati, visto che si trattava di una recessione autoindotta. 

I dati economici che arrivano dagli Stati Uniti - nonostante il forte aumento dei casi COVID-19 da metà giugno - mostrano una sorprendente ripresa tanto che ci si attende un tasso di disoccupazione del 7,3% entro la fine dell'anno, un livello che solo ad inizio anno sembrava ambizioso. Ancora meglio vanno le cose in Cina dove i livelli di crescita sono tornati ai livelli pre-pandemia e il tasso di disoccupazione è sceso ben al di sotto dell'obiettivo di fine anno del governo.  

Fa più paura Trump che il Covid

Per gli analisti della banca di investimento la preoccupazione maggiore viene dalle imminenti elezioni presidenziali statunitensi, che probabilmente saranno molto controverse e i risultati potrebbero non essere noti per settimane dopo il 3 novembre. Pesano il testa a testa delle preferenze accordate dai sondaggi, una quota insolitamente elevata del voto per corrispondenza e la possibilità di azioni legali durante il processo di conteggio dei voti. "C'è anche il rischio di disordini civili e domande su un trasferimento regolare dei poteri" spiegano. 

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Tuttavia, monostante queste sfide, l'economia globale finirà il 2020 in una posizione migliore del previsto.

Fonte: www.investmentbank.barclays.com →
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