Venerdì, 5 Marzo 2021
Tempi stretti

Vaccino Covid: quali sono gli effetti collaterali più comuni

"Qualche linea di febbre, un po' di mal di testa, un malessere simile a quello causato da un'influenza leggera" dice a La Verità Silvio Garattini, scienziato, presidente e fondatore dell'Istituto di ricerche farmacologiche, Mario Negri. Ma sui tempi è doverosa la cautela

Foto: Ansa (repertorio)

A che punto siamo col vaccino anti-Covid? “L'università di Oxford che, in collaborazione con l'azienda farmaceutica AstraZeneca, sta lavorando su uno dei principali vaccini sperimentali a livello mondiale, ha parlato della prossima primavera. Ha detto che dovrebbe essere pronto entro marzo”. Sono le parole di Silvio Garattini, scienziato, presidente e fondatore dell'Istituto di ricerche farmacologiche, Mario Negri, intervistato da La Verità.

Quali sono gli effetti collaterali del vaccino anti-Covid?

Di fatto tutto procede come da programma, ma i tempi della scienza sono lunghi. Sulla sperimentazione del vaccino afferma: “La fase 3, quella definitiva, è in corso di completamento. Poi i risultati saranno presentati per la registrazione all'autorità regolatoria, l'Agenzia europea per i medicinali (Ema), che deve autorizzare la commercializzazione. Servono due indicazioni: il grado di protezione dal virus che deve essere almeno del 50% e la conoscenza degli effetti collaterali”. Bisogna preoccuparsi perché la sperimentazione è stata più volte interrotta? No, assicura Garattini: “Ci sono state interruzioni ma poi la sperimentazione è ripresa perché si è scoperto che gli effetti preoccupanti non erano causati dal vaccino.

Gli effetti più comuni sono qualche linea di febbre, un po' di mal di testa, un malessere simile a quello causato da un'influenza leggera.

"Tutto emergerà più chiaramente dai risultati definitivi della sperimentazione”.  Poi fa il punto della situazione a proposito di quante siano le sperimentazioni che si stanno facendo nel mondo in questi mesi. Sono molto numerose: “Ce ne sono 42 in fase clinica e 8 che hanno raggiunto la fase 3. Da questo escludo il vaccino russo perché è fatto solo per la Russia, e quello cinese, circoscritto alla Cina”.

Sul vaccino russo Garattini dice poi che, “non è ancora alla fase 3”, mentre sulle indiscrezioni che parlano di altri vaccini già pronti spiega perché non si può sorridere, affatto: "Se sono pronti, perché non hanno fatto richiesta di autorizzazione all'Ema o all'americana Food and drug administration, che negli Usa si occupa della regolamentazione dei prodotti farmaceutici? Probabilmente non sono interessati a metterlo sul mercato europeo o americano. Può darsi che Pechino preferisca privilegiare la sua popolazione, molto numerosa, o che non intenda condividere dati”.

Quando arriva il vaccino per il coronavirus

I tempi sono importanti, ma non serve solo sapere quando arriverà il vaccino, bensì anche e forse soprattutto quando avremo una vaccinazione diffusa, accessibile a gran parte della popolazione. Servirà "di sicuro gran parte del 2021 - dice Garattini - . Molto dipenderà dalla volontà della gente di farsi vaccinare. Vedremo se si rifaranno sentire i No vax".

Massimo Galli invita tutti alla cautela.  Fare affidamento sul vaccino come 'soluzione finale' contro Covid-19, "oggi sarebbe come andare in battaglia sperando di avere in mano un'arma che arriverà tra un numero imprecisato di mesi", ha detto ad 'Agorà' su Rai 3.  La distribuzione di massa del vaccino "avverrà sicuramente alla fine del primo trimestre o alla fine del primo quadrimestre del 2021", ha auspicato ieri a 'Mezz'ora in piu' il ministro della Salute Roberto Speranza.

"O abbiamo dei dati - ammonisce il medico - o dobbiamo fare riferimento a dei portafortuna tipo lo scoiattolino rosso del mio nipotino. Sono auspici", spiega. "Io sono completamente solidale a delle posizioni di buon auspicio - precisa l'esperto - però non possiamo stare in attesa di un risultato che non sappiano se si concretizzerà e quando si concretizzerà".

Secondo un sondaggio EMG Acqua presentato qualche giorno fa ad Agorà, alla domanda se crede che in primavera avremo il vaccino anti-covid il 58% degli intervistati risponde "no", il 36% "sì". Il 6% preferisce non rispondere. Gli italiani restano scettici sui tempi.

"Il vaccino? Se arriva a dicembre non è stato testato sulla popolazione"

Fonte: La Verità →
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