Venerdì, 18 Giugno 2021
Immunità

Dovremo fare il vaccino anti-Covid ogni anno?

Lo scienziato Giuseppe Remuzzi spiega che l'immunità potrà durare "6-8 mesi". Ci proteggerà dalla malattia, "ma non la farà sparire". Gli Usa puntano a partire con le prime dosi tra poche settimane, nel corso del mese di dicembre 2020

L'annuncio di Pfizer sui risultati molto promettenti dei test riguardanti il vaccino anti-Covid hanno acceso speranze, ma siamo ancora lontani dal traguardo. Lo scienziato Giuseppe Remuzzi, intervistato dal Corriere della Sera, ricorda che "bisogna vedere come reagiranno i soggetti a rischio, le persone con malattie che colpiscono il sistema immunitario, e che prendono farmaci immunosoppressori. Una cosa è certa: se proteggi molti, proteggi anche le fasce più deboli".

Vaccino anti-Covid: "Immunità dura 6-8 mesi"

La scienza ha i suoi tempi e il vaccino non garantisce la completa rimozione del virus. Ma "crea anticorpi, come ogni altro vaccino  - spiega Remuzzi - Se li sviluppi, è come essersi ammalati senza aver esposto il corpo alle conseguenze del male. Una magia. Valla a spiegare alle persone che non lo vorranno". I vaccini "non sopprimeranno il coronavirus", saranno "più simili ai vaccini antiinfluenzali che a quello della Polio. Ci proteggeranno dalla malattia, ma non la faranno sparire".

Sull'immunità il discorso è molto complesso: "Questi vaccini dovrebbero anche favorire l’azione di certe cellule T, globuli bianchi che hanno un ruolo importante nel combattere il virus. So che è un argomento controverso, ma è verosimile che qualcuno di noi abbia dentro di sé una immunità preesistente. I vaccini la aiuteranno". Nell'entusiasmo generale che si è diffuso ieri, non è stato affrontato il tema di ogni quanto si dovrà ripetere il vaccino anti-Covid

L'immunità potrà durare "6-8 mesi. Significa che dovremo sottoporci alla vaccinazione ogni anno, come per l’influenza".

"Non sappiamo se servirà una sola dose. Più probabile che siano due".

"Dopo, è vero che non abbiamo certezze, ma gli studi attuali dicono che sarà diffici- le contrarre una seconda volta il virus. Questo ci conforta. Senza contare che se funzionerà su un numero importante di persone, l’immunità sarà ancora più durevole" dice Remuzzi. Entusiasmo no quindi, ma ottimismo sì. Già adesso "si può dire con ragionevole certezza che questi vaccini garantiranno una immunizzazione di massa, e che nel giro di qualche anno la maggior parte degli abitanti della terra avrà la sua dose". Il punto sono proprio i tempi.

A dicembre i primi vaccini negli Usa

In ogni caso gli Stati Uniti vanno di fretta. Non si parla più di mesi di attesa, bensì settimane. "Il governo degli Stati Uniti prevede di iniziare a vaccinare gli americani a dicembre" se l'azienda farmaceutica Pfizer presenterà la richiesta di autorizzazione d'emergenza per il suo vaccino anti-Covid alle autorità di regolamentazione sanitaria degli Stati Uniti nei tempi rapidi previsti. Ad annunciarlo è stato il ministro Usa della Salute, Alex Azar, in un'intervista al Today Show. Azar ha spiegato che Pfizer si prepara a fornire 20 milioni di dosi di vaccino ogni mese a partire dalla fine di novembre, sottolineando che avranno priorità di vaccinazione i residenti delle case di cura, seguiti dagli operatori sanitari. "Tutti gli americani che vorrebbero farsi il vaccino" contro il Covid, ha aggiunto, dovranno aspettare con molta probabilità la fine di marzo o l'inizio di aprile. 

Fonte: Corriere della Sera →
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