Giovedì, 29 Luglio 2021
Malattia rara / Stati Uniti d'America

Il possibile legame tra vaccino Johnson&Johnson e sindrome di Guillain-Barrè

Nonostante i casi rilevati dall'ente regolatore siano pochi, sembra che la probabilità di sviluppare la sindrome sia da tre a cinque volte più alta tra coloro che hanno ricevuto il J&J rispetto all'intera popolazione degli Stati Uniti

La FDA, l'agenzia americana per la sicurezza dei farmaci, ha avvertito che il vaccino anti-Covid di Johnson&Johnson può comportare il rischio di una rara patologia neurologica, la sindrome di Guillain-Barrè, scrive il New York Times. Nonostante i casi rilevati dall'ente regolatore siano pochi, sembra che la probabilità di sviluppare la sindrome sia da tre a cinque volte più alta tra coloro che hanno ricevuto il J&J rispetto all'intera popolazione degli Stati Uniti. La nota è stata inserita tra i rischi da comunicare a coloro che si sottopongono al vaccino monodose.

Le autorità hanno identificato 100 casi sospetti di Guillain-Barré tra coloro che hanno ricevuto il siero Johnson&Johnson. Il 95% di questi casi è stato considerato grave e ha eichiesto il ricovero. In una nota, la Fda ha scritto che mentre "i dati disponibili suggeriscono un legame" tra il vaccino e il rischio di sviluppare la sindrome neurologica, "non sono sufficienti per stabilire una relazione causale".

Che cos'è la sindrome di Guillain-Barrè

La sindrome deve il suo nome a due neurologi francesi - Guillain e Barré appunto - che la studiarono cent'anni fa. E' una patologia a carico del sistema nervoso periferico che talvolta può toccare anche il sistema nervoso centrale e coinvolgere i muscoli respiratori. La causa della patologia è sconosciuta ma si pensa che possa essere scatenata da infezioni virali o batteriche che provocano una violenta risposta autoimmune e quindi un attacco del sistema immunitario contro i fasci mielinici dei nostri nervi periferici, attacco che provoca una paralisi progressiva agli arti, in genere prima le gambe e poi le braccia (andamento disto-prossimale).

La malattia è classificata come "rara", nel "vecchio continente" colpisce circa 1,2-1,9 persone su centomila all'anno, ma è la prima causa non traumatica di paralisi e l'incidenza cresce con l'età. E' inoltre la più frequente forma di neuropatia infiammatoria acquisita. In due terzi dei pazienti la malattia si manifesta da 5 giorni a 3 settimane dopo una infezione, un intervento chirurgico o una vaccinazione. In alcuni pazienti la sindrome di Guillain-Barrè si è sviluppata dopo infezione da Zika e da Covid-19

Fonte: New York Times →
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