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Sabato, 29 Gennaio 2022

Vanna Marchi querela il giudice che ha condannato Berlusconi

Secondo il legale della Marchi, nell'intervista al Mattino il giudice Esposito oltre ad anticipare le motivazioni della sentenza su Berlusconi, avrebbe detto di avere condannato Vanna Marchi per antipatia. In arrivo una querela e il ricorso alla Corte Europa

Non solo SIlvio Berlusconi. La schiera dei contestatori della magistratura si arricchisce di un nome nuovo: Vanna Marchi. L'ex televenditrice, condannata per associazione e delinquere e truffa, infatti, ha deciso di querelare il presidente della sezione feriale della Cassazione, Antonio Esposto. Lo stesso che in un'intervista al Mattino aveva anticipato alcune motivazioni della condanna a Berlusconi nel processo Mediaset. 

Sentenza Mediaset, Berlusconi condannato ma non (ancora) interdetto

Pare, infatti, che nella stessa intervista, Esposito abbia rilasciato alcune dichiarazioni anche sul processo alla Marchi. "Il giornalista - spiega Cataliotti, legale di Vanna Marchi e sua figlia Stefania Nobile - ha precisato che il giudice avrebbe fatto affermazioni relative all'imputata Vanna Marchi che, stando alle parole del reporter gli sarebbe stata antipatica per usare un eufemismo".

"Berlusconi sapeva", l'intervista di Esposito scatena il caos

Da qui, l'ipotesi di un ricorso alla Corte Europea, ventilata anche dagli avvocatia di Silvio Berlusconi. L'avvocato Cataliotti, legale della Marchi e di sua figlia, dal canto suo, ha assicurato che nelle prossime settimane presenterà ricorso. "Il ricorso - ha chiarito - deve essere presentato entro sei mesi dalla sentenza definitiva. Nel nostro caso - ha precisato - sono passati più di tre anni, ma l'anticipazione di giudizio di Esposito è emersa solo in questi giorni dagli articoli e, dunque, siamo convinti che si possa chiedere la rimissione in termini e che il ricorso possa essere dichiarato prima ammissibile e poi discusso nel merito". 

E chi pensa sia una questione di sconto di pena o di risarcimento sbaglia alla grande. "Lei stessa mi ha detto che un eventuale risarcimento dovrebbe andare alle parti civili del suo processo e questo lo specificheremo nel ricorso. Non è questione di soldi o sconti di pena quindi - ha concluso il legale - è una questione di principio".

Fonte: TgCom24 →
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