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Sabato, 22 Gennaio 2022

Vendola: "La guerra di classe è contro i più poveri"

L'intervista a La Repubblica del leader di Sel

"Non ho nessuna concezione moralistica della ricchezza, nessuna invidia sociale" ma lo dice anche il Vangelo: "E' più facile che un cammello passi per la cruna dell'ago che un ricco entri nel regno dei cieli". Testo, il Vangelo, che "forse Pier (Casini, ndr) mastica poco". Sono le parole che il leader di Sel, Nichi Vendola, affida al quotidiano La Repubblica per "difendere" la sua battuta di ieri sui ricchi all'inferno.
Vendola cerca di contestualizzare le sue parole spiegando di aver risposto a una domanda su Depardieu: "Uno che espatria, cambia nazionalità per difendere il suo censo e si infila dritto nelle braccia di Putin, le pare che non si possa evangelicamente dire di uno così che vada pure all'inferno?".

"Gli estremisti - aggiunge - sono loro, quelli che difendono il mondo della rendita finanziaria", "solo chi segue la mia storia con disonestà mi può inserire nella cultura massimalista e pauperistica", "la destra ha fatto la guerra ai poveri, non vogliamo la guerra alla povertà".

Vendola spiega di ispirarsi al principio "chi ha di più dà di più" ribadendo di "mandare al diavolo solo chi pensa che il denaro è la sua patria, chi non vede cosa c'è in strada, le vecchie e nuove povertà".

"La guerra di classe - insiste - nel nostro paese c'è ma è contro i più poveri, contro il ceto medio. Tra le fiamme dell'inferno ci sono finiti i lavoratori e un'intera generazione di precari".

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