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Domenica, 28 Novembre 2021

Ilva, Vendola chiede scusa al giornalista deriso: "Mi vergogno"

In un'intervista all'Unità il presidente della Regione Puglia si difende: "Provo un po' di vergogna per aver riso di un giornalista ma ho mai scherzato sul cancro"

Un'intervista all'Unità, giornale di casa Pd, per chiedere scusa al giornalista oggetto della sua risata ma al tempo stesso difendersi da chi lo ha accusato di essere troppo vicino ai Riva sulla questione Ilva.

Nichi Vendola spiega la sua verità e lo fa in maniera chiara e netta: "Mi vergogno ma non ho mai scherzato sul cancro Archinà. Quello 'scatto felino' è l'unico vero oggetto della mia ilarità, non l'atto di chiusura nei confronti di un giornalista". 

E proprio a Luigi Abbate Vendola chiede scusa.

Su questo atto vorrei esprimere le mie scuse al giornalista: non ho mai avuto compiacenza verso azioni di questo genere. Mi dispiace che passi l'idea che io voglia disconoscere il lavoro del cronista: quel riferimento è stato da parte mia un atto di superficialità. 

Il presidente della Regione Puglia ha poi spiegato che "senza l'immagine del contesto non si capisce nulla di quella telefonata. Bisogna conoscere gli interlocutori di Ilva, molti sono bestie nere, specialisti del muro di gomma. Mentre Archinà si presentava come un interlocutorie disponibile a fare pressioni sulla proprietà per aprire alle questioni che noi ponevamo. E' stata una battuta che mi serviva per iniziare la telefonata con il responsabile istituzionale dell'Ilva, in un passaggio particolarmente delicato della vicenda".

Fonte: L'Unità →
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