Domenica, 14 Luglio 2024

Niente vertice sulla disoccupazione giovanile a Torino: la protesta spaventa il premier

Era in agenda a Torino da mesi e adesso l’idea è di farlo a Bruxelles. Intanto per l'occasione i movimenti sociali avevano organizzato una mobilitazione intensa

Da mesi era in programma a Torino il vertice europeo sulla disoccupazione giovanile. Adesso arriva la notizia che non solo non si farà più nel capoluogo torinese ma che è stato anche rimandato a data da destinarsi.

Le ragioni? 11 luglio è diventato in questi mesi il grande appuntamento atteso da centri sociali, collettivi politici, movimenti antagonisti e di studenti, pronti a mobilitarsi contro il governo e l'austerità. Appoggio assicurato anche dal NoTav, che non solo fa parte dal 19 ottobre di questo movimento, ma avrebbe accolto nella 'propria' città migliaia di attivisti. Non a caso i social network erano invasi da post con hashtag #civediamol11.

Ebbene, nonostante l'ironica rassicurazione lanciata dai movimenti con l'hashtag #Renzistaisereno probabilmente al premier un po' d'ansia è venuta. Per questo si è deciso di rimandare il vertice. C'è poi una specie di 'convergenza astrale' che forse ha fatto vertere per il cambio di logistica: come durante il G8 di Genova i riflettori sarebbero stati puntati sul nostro Paese, a undici giorni dall'inizio del semestre di presidenza dell'Unione europea.

Sarà confermata nelle prossime ore ma la decisione sembra definitiva: Matteo Renzi lo ha deciso insieme a Van Rompuy, presidente del Consiglio europeo. La nuova meta preposta che andrà sostituire Torino sembra essere Bruxelles. Manca ancora l’ok ufficiale della Commissione europea, eppure nei contatti fra le due capitali ormai da giorni si discute solo del quando. Sembra però che verrà rimandato a fine mandato di presidenza italiana.

Soddisfatto il sindaco di Torino, Piero Fassino
 

Prendiamo atto della decisione di rinviare alla parte finale del semestre di presidenza Ue la data del vertice, considerando ragionevole e opportuno che un tema così importante per l’Italia e l’Europa si affronti con la nuova Commissione nella pienezza dei propri poteri

Fonte: La Stampa →
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