Lunedì, 8 Marzo 2021

Seconda ondata: il virus sta (già) rallentando per davvero?

Il fisico Amici: "Potrebbe essere indice di qualche cambiamento nelle procedure di tracciamento o di raccolta dati”. Oppure è davvero un primo piccolo segnale

Ieri il bollettino riportava dati drammatici: 353 decessi in 24 ore riportano l'Italia indietro di sei mesi. Conte nella notta ha firmato il nuovo Dpcm che suddivide la Penisola in in zone rosse, arancioni e verdi.

"La crescita esponenziale della curva rallenta"

Ci sarebbe però anche qualche piccola buona notizia: forse è iniziata la frenata nella corsa del coronavirus Sar- sCov2 in atto. Lo dicono i numeri: 28.244 nuovi casi (+5.991 rispetto a lunedì) su 182.287 tamponi (+46.556 rispetto a lunedì). La crescita esponenziale della curva rallenta, se si prende per buona la proiezione realizzata dal fisico Alessandro Amici una settimana or sono, la quale avrebbe previsto per ieri oltre 40 mila nuovi casi. 

“Il numero dei nuovi casi –spiega Amici a Giampiero Calapà sul Fatto Quotidiano .–è così buono e così inaspettato da farmi dubitare che sia indice di qualche cambiamento nelle procedure di tracciamento o di raccolta dati”. Molto presto per cantare vittoria, sia bne chiaro, ma ci si aggrappa anche ai piccoli segnali in giorni duri come quelli che stiamo vivendo: “Vorrei festeggiare con convinzione, ma la cosa che mi lascia basito è che il cambiamento è incomprensibilmente rapido e coincide col cambio di mese"

"Il 31 ottobre la media a 7 giorni era sulla curva esponenziale e raddoppiava ogni nove giorni e il 1° novembre la media era fuori dalle stime esponenziali e su una traiettoria molto più lenta. Ma non riesco a immaginare nessun fenomeno che possa cambiare così all’improvviso la curva dei nuovi casi. Anche perché le infezioni identificate con i tamponi molecolari, una volta saltato il contact tracing, sono avvenute 10-15 giorni prima".

"Speriamo che il dato rifletta davvero un forte rallentamento della diffusione dell’epidemia”.

Non ci sono certezze, allo stato attuale delle cose. "L’ipotesi che l’epidemia abbia rallentato sul serio è appoggiata dalla percentuale di tamponi positivi che anche ha rallentato molto la corsa" continua l'esperto. Il problema vero e più urgente è che le terapie intensive hanno però superato in alcune regioni la soglia critica. 

grafico fatto virus rallenta-2

Il grafico pubblicato dal Fatto

Seconda ondata coronavirus: quanto durerà?

La seconda ondata di coronavirus attuale a che punto è? Alcuni segnali - scrive Margherita De Bac sul Corriere della Sera - fanno pensare che il picco della seconda ondata sia vicino e "che sia probabile l’inizio di una lieve discesa. In genere la sommità della curva viene raggiunta in ogni epidemia a 60-70 giorni dall’inizio, in questo caso è successo a metà settembre".

Un secondo segnale fa pensare al rallentamento: in molte regioni l’aumento del numero dei casi clinici sembrerebbe contenuto, anche in regioni molto colpite come la Lombardia.

Non si può prevedere quando ci sarà un inizio di discesa, la prossima settimana che terminerà a metà novembre sarà molto significativa: tenendo sempre bene a mente che fase la comunicazione dei dati da parte di servizi travolti dall’emergenza potrebbe essere incompleta in questi giorni difficilissimi.

Fonte: Il Fatto Quotidiano →
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