Sabato, 27 Febbraio 2021
Come il film The Terminal / Stati Uniti d'America

L'uomo che ha vissuto tre mesi in un aeroporto per paura del coronavirus

Il caso scoperto nello scalo internazionale di Chicago. Aditya Singh, 36 anni, disoccupato senza precedenti penali, è stato arrestato

Passeggeri in transito dell'aeroporto di Chicago (foto Ansa)

Per tre mesi un uomo ha vissuto in un aeroporto internazionale, dormendo dove capitava, lasciandosi sfamare dagli altri passeggeri, finché due addetti non lo hanno notato. Aveva paura di tornare a casa per via del coronavirus: per questo, secondo quanto ha raccontato, il 36enne californiano Aditya Singh si è nascosto nello scalo di Chicago, in una zona protetta e sorvegliata senza che nessuno se ne accorgesse per tre lunghi mesi. 

Sabato scorso due dipendenti della United Airlines si sono avvicinati a Singh e gli hanno chiesto di identificarsi. L’uomo ha mostrato loro un badge, che in realtà è risultato appartenere a un responsabile operativo che ne aveva denunciato la scomparsa il 26 ottobre. Singh a quel punto è stato arrestato al Terminal 2 nei pressi del Gate F12 ed è finito in tribunale, accusato del reato penale di violazione di area riservata in aeroporto e furto.

L'uomo che ha vissuto tre mesi in aeroporto per paura del coronavirus

“Quindi, se ho capito bene, mi state dicendo che una persona non autorizzata e non dipendente ha vissuto presumibilmente in una parte protetta del terminal dell’aeroporto O’HAre dal 19 ottobre 2020 al 16 gennaio 2021 e non è mai stato notato? Ho capito bene?”, ha detto incredula la giudice della contea di Cook Susanna Ortiz dopo aver ascoltato le accuse del pubblico ministero contro Singh, come scrive il Chicago Tribune

L’uomo infatti risulta essere arrivato all’aeroporto di Chicago con un volo da Los Angeles il 19 ottobre: da allora si ritiene abbia vissuto in un'area riservata dell’aeroporto, senza mai essere scoperto fino al sabato scorso. Secondo la procura distrettuale, Singh ha detto di esser stato troppo spaventato per tornare a Los Angeles a causa del Covid. L’uomo, secondo quanto ricostruito, risulta residente in un sobborgo di Los Angeles insieme ad alcuni coinquilini, disoccupato con un master nel settore alberghiero, non ha precedenti penali. Non è chiaro per quale motivo Singh sia venuto a Chicago. 

Il tribunale ha fissato una cauzione di 1000 dollari: qualora Singh sia in grado di pagarli, non potrà più mettere piede in aeroporto. Il 27 gennaio ci sarà una seconda udienza. 

Il dipartimento dell’Aviazione di Chicago (CDA) ha rilasciato una nota dopo questi fatti: “Per il CDA non c’è priorità più alta della sicurezza e della protezione dei suoi aeroporti, garantita da una rete coordinata e multilivello con le forze dell'ordine. Anche se questo incidente rimane oggetto di inchiesta, siamo stati in grado di stabilire che questa persona non ha rappresentato un rischio per la sicurezza dell'aeroporto o del pubblico in transito. Continueremo a lavorare con i nostri partner delle forze dell'ordine per un'indagine approfondita su questa questione”. 

Fonte: Chicago Tribune →

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