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Sabato, 22 Gennaio 2022

"Un voto vale 50 euro"

La denuncia sulla compravendita di voti di Roberto Saviano

Un voto cinquanta euro. Sei voti per quella determinata parte politica: una lavatrice o un frigorifero a scelta. Un voto familiare per una Tac. Un gruppo di voti e la banca eroga ancora soldi niente voti niente credito. Un voto per un paio di scarpe da ginnastica, un lampione nel cortile, biglietti per una partita di calcio. Un tempo lontano dalla crisi votava la famiglia e il primogenito otteneva un posto di lavoro oppure una casa. Oggi, a quanto pare, ci si accontenta anche di molto meno. Come nel dopoguerra, di pacchi di pasta e beni alimentari: siamo in difficoltà e anche chi acquista voti può farlo a buon mercato.

Roberto Saviano, con un corsivo su L'Espresso, denuncia la compravendita di voti nei piccoli paesi d'Italia.

Le testimonianze raccolte su Facebook mi hanno colpito perché spesso è più comodo un generico: "Si sa come funziona", senza mai fare luce sui singoli meccanismi, che soli consentono di cogliere la cifra del fenomeno. E invece in molti hanno descritto le loro esperienze, talvolta anche di connivenza. Fabiana ha rifiutato un lavoro in cambio del voto che avrebbe dovuto dare. A Paolo è stato chiesto di sostenere un candidato perché gli fosse confermato il posto. Anna Maria racconta che a Civitavecchia un voto valeva cinquanta euro.

Fonte: L'Espresso →
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