Martedì, 1 Dicembre 2020
Via dalle grandi città

La fuga dalle zone rosse alle seconde case (ma forse non è stata una grande idea)

Torna alla ribalta il tema di chi ha legittimamente deciso di andare a trascorrere, soprattutto da Piemonte e Lombardia, le prossime settimane nelle seconde case delle riviere liguri e toscane: ma domenica potrebbero esserci novità e nuovi lockdown

Foto: repertorio

Coloro che si sono mossi per tempo hanno seguito le regole e non hanno violato alcun divieto. Con la divisione delle regioni in zone gialle, arancioni e rosse, torna alla ribalta il tema di chi ha legittimamente deciso di andare a trascorrere, soprattutto da Piemonte e Lombardia, le prossime settimane nelle seconde case delle riviere liguri, proprio come durante il lockdown di primavera. Ma domenica potrebbe cambiare tutto (e alcune regioni, Liguria inclusa, rischiano il lockdown).

La "fuga" dalle zone rosse verso le seconde case in Liguria e Toscana

Sulle principali arterie nelle scorse 48 ore in ogni caso ci sono stati rallentamenti. Ieri sull'autostrada Savona-Torino alle 10 del mattino il traffico era già parecchio sostenuto. Coloro che a Torino si sono dovuti arrendere alla chiusura della loro attività, non ci hanno pensato due volte. Come Angelo Campisi, che alla Stampa dice: "Il mio negozio da domani è chiuso, che cosa ci sto a fare? Dovrei rimanere in una città fantasma?".

In molti la fuga dalla zona rossa l'hanno pensata con alcuni giorni di anticipo. In tanti si sono mossi già mercoledì, perché a lungo si è pensato che i divieti di spostamento sarebbero partiti già da ieri, 5 novembre, e non a oggi, 6 novembre, come poi è stato in realtà.

Repubblica racconta oggi di arrivi in piena notte nei condomini di solito silenziosi di Bordighera, non lontano da Ventimiglia. Ma anche in Toscana succede lo stesso, non c'è da sorprendersi. Un boom anomalo di presenze a Pietrasanta, in Versilia, e finestre aperte a novembre nelle villette di Santa Margherita Ligure.

I sindaci delle mete vacanziere, per scongiurare un’impennata di contagi, corrono ai ripari  con maggiori controlli. E' l'unica cosa che possono fare. "Nessuna caccia alle streghe", dicono i primi cittadini da Alassio a Forte dei Marmi. All’Isola d'Elba si valuta in queste ore di imporre l’isolamento a chi arriva da fuori, mentre il presidente toscano Giani lavora a un’ordinanza per impedire la permanenza nelle seconde case a chi non ha il medico di base in regione. Possibili controlli a campione in tutte le località.

Zone rosse: domenica potrebbero esserci novità (grosse)

Non è solo chi si è visto costretto a chiudere che parte, ma anche chi - e sono sempre più - può lavorare in "telelavoro". 

Chi può, chi se lo può permettere, se ne va. Anche chi lavora in smart working parte. Anche chi ha i figli più grandicelli: la didattica a distanza vale ovunque la si segua. A Diano Marina Americo Pilati, il battagliero leader de- gli albergatori liguri, mostra i messaggi che gli arrivano sul cellulare: «Giornata di grande esodo, arrivano dal Piemonte e dalla Lombardia ad occupare le seconde case! Speriamo di rimanere in zona gialla».

Domenica su questo fronte potrebbero esserci novità importanti. Infatti fra i territori c'è chi è stato classificato a basso rischio coronavirus perché non ha inviato i dati. Ma entro la fine della settimana i numeri dovranno arrivare e la stretta potrebbe espandersi.

Alle Cinque Terre sono arrivati milanesi a Monterosso e famiglie piemontesi a Vernazza. Nel Tigullio il fenomeno è stato progressivo nelle ulti- me settimane. Ieri l’esplosione. A Rapallo, dove sbotta il sindaco Carlo Bagnasco: «Non ho intenzione di fare lo sceriffo. Chi è arrivato entro oggi, in modo regolare, è il benvenuto". Insomma, nessun allarme, anzi. C'è chi sorride per l'impatto sul tessuto commerciale in un periodo difficile e in località in cui in bassa stagione non si vede quasi nessuno.

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