Giovedì, 13 Maggio 2021

"Riaprire ora? Sarebbe come smettere di curarsi senza essere guariti"

Il fisico Roberto Battiston: "Le zone rosse hanno funzionato ma se si tolgono le restrizioni si rischia di finire in una situazione rischiosa"

Il fisico Roberto Battiston dell'Università di Trento, coordinatore dell'Osservatorio dei dati epidemiologici in collaborazione con Agenas, mette in guardia oggi in un'intervista a Repubblica dalla tentazione di riaprire troppo presto l'Italia in zona rossa e arancione: "Sarebbe come ignorare la prescrizione del medico e sospendere l’antibiotico al terzo giorno solo perché è scesa la febbre. Bisogna aspettare di essere guariti per smettere la cura". Battiston osserva da mesi la curva pandemica applicando i suoi metodi di fisico sperimentale ai numeri del Covid: quello che vede in queste ore lo spinge a essere cauto sulle riaperture auspicate da più parti: "Le zone rosse hanno funzionato. A otto giorni dall’ inizio delle zone rosse, l’indice di contagio Rt è sceso vicino a 1, come ci si aspettava. Il problema è che anche quando scenderà sotto l’unità continueremo a trovarci in una condizione molto rischiosa". 

Verso il decreto 7 aprile: il governo Draghi vuole le riaperture mentre le Regioni che trascurano gli anziani rischiano il commissariamento

E questo perché "siamo comunque in presenza di un numero enorme di infetti attivi. E può bastare davvero poco perché riparta l’incendio. Un mese fa è successo con la variante inglese che ha preso il sopravvento: in una settimana Rt è balzato da 0,9 a 1,16. È stato necessario, purtroppo con una reazione che doveva essere più tempestiva, istituire le zone rosse, per ritornare verso il valore 1". Quindi "i numeri ci dicono che in questa fase dell’epidemia le zone arancioni, come Toscana e Liguria, non riescono a portare Rt sotto 1, le zone rosse sì. E sotto 1 lo dobbiamo lasciare in attesa di vaccinarci in quantità sufficiente a non farlo più risalire. Il vaccino deve essere la priorità, solo così potremo riaprire senza poi richiudere. È quello che sta facendo anche la Germania".

Secondo Battiston non è il caso di riaprire le scuole a breve, come sembra aver deciso il governo Draghi nelle ultime ore: "Le aule sono un luogo chiuso dove i ragazzi possono stare insieme per molte ore. È chiaro che questo contribuisce al diffondersi del contagio". Per il fisico ci attendono quindi altre settimane in zona rossa: "Non è una prospettiva allegra, la scelta del governo è difficile. Ma i numeri dicono questo: non possiamo brindare solo perché Rt, tra oggi e domani, sarà sceso sotto 1. Dobbiamo fare in modo che non risalga".

Le sette regioni in zona rossa fino al 12 aprile e il no alla zona gialla fino a maggio

Fonte: La Repubblica →
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