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Martedì, 4 Ottobre 2022
SALUTE

In ospedale con forti dolori: bimbo aveva una "batteria killer" nell'esofago

Provvidenziale l'intervento dei medici dell'Ospedale Bambino Gesù che hanno salvato la vita al piccolo. La carica elettrica sprigionata aveva già bruciato i tessuti dell'esofago

Un bambino di 4 anni è stato salvato dai medici dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma che nel suo esofago hanno trovato una "batteria killer", una pila di uso comune nei videogiochi o in altri dispositivi, ma estremamente pericolosa in caso di ingestione. Il piccolo, di 4 anni, aveva ingerito la pila all’insaputa dei genitori. Il fatto che il bambino continuasse a lamentare dei forti dolori addominali, ha però convinto il papà e la mamma a portarlo al pronto soccorso. Una decisione che gli ha salvato la vita.

Invisibile all’esame ecografico e ad altri tipi di indagini, i medici hanno scoperto la presenza della batteria nell’esofago grazie a una radiografia addominale, effettuata a causa del persistere dei sintomi. La pila, probabilmente ingerita già alcuni giorni prima, aveva infatti sprigionato la sua carica elettrica bruciando i tessuti mettendo a rischio la vita stessa del bambino.

I medici: "Grave danno all'esofago"

"La batteria aveva causato gravi ustioni all’esofago – spiegano i medici - e prima di procedere con l’estrazione del corpo estraneo sono state effettuate alcune manovre per verificare la presenza del temuto canale di comunicazione con l’arteria aorta". L’intervento di rimozione per via endoscopica si è concluso senza problemi e il team multidisciplinare non è dovuto ricorrere a nessuna delle misure straordinarie predisposte per gestire un caso clinico così complesso. I successivi esami diagnostici hanno confermato l'assenza di sanguinamenti o di altre complicanze.

Il piccolo paziente ha lasciato il reparto di rianimazione ed è in buone condizioni generali. Considerata la possibile insorgenza di emorragie anche a distanza di alcuni giorni, il bambino è rimasto in Ospedale, sotto osservazione, per due ulteriori settimane.

I pericoli delle "batterie killer"

"Le batterie di questo tipo sono dette “killer” perché le lesioni che provocano possono essere talmente gravi da causare la morte. Possono generare fistole (fori; canali di comunicazione) tra l'esofago e la trachea o tra l’esofago e le arterie toraciche, dando origine ad emorragie gravissime. E nel caso del nostro piccolo paziente la pila a bottone si trovava a soli 3 millimetri dall’aorta" spiega Luigi Dall’Oglio, responsabile di Chirurgia Endoscopica Digestiva del Bambino Gesù.

"La semplice rimozione endoscopica 'improvvisata', perché dettata dall’urgenza, può essere motivo di una perdita di sangue irrefrenabile e potenzialmente mortale. In situazioni del genere è sicuramente necessaria la tempestività, ma bisogna agire attivando ogni possibile sistema di protezione e senza lasciare nulla al caso".

FOTO BATTERIE A BOTTONE_Bacheca OPBG-2 (Foto Ospedale Bambino Gesù)

Ben 500 casi in un anno e mezzo

Ma quello del bambino salvato dai medici del Bambino Gesù è un caso purtroppo tutt'altro che raro. Da gennaio 2017 ad oggi al pronto soccorso dell’Ospedale Pediatrico romano sono giunti più di 500 bambini che avevano ingerito un corpo estraneo, la maggior parte dei quali, fortunatamente, sono stati espulsi per le vie naturali. 

Si tratta degli oggetti più disparati: monete, spille da balia, chiodi, viti, ami da pesca, pezzi di plastica, ciondoli, bottoni. Tra i più pericolosi, magneti e batterie, in grado di perforare e ustionare i tessuti interni con conseguenze anche letali.

Cosa fare se vostro figlio ha ingerito un corpo estraneo

Sul sito dell'ospedale Bambino Gesù c'è una guida che spiega cosa fare (e cosa non fare) nel caso in cui vostro figlio abbia ingerito corpo estraneo. E' importante sottolineare che i medici sconsigliano di indurre il vomito e cercare di rimuovere l'oggetto con pacche dorsali o inserendo le dita nel cavo orale del bambino: si rischia di indurre il passaggio dell'oggetto dalle vie alimentari a quelle respiratorie, evenienza molto più grave.
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