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Giovedì, 20 Giugno 2024
Sanità digitale europea

Arriva la carta d'identità sanitaria: "Una rivoluzione". Cosa cambia per chi viaggia

Cartelle cliniche, ricette e risultati di laboratorio saranno disponibili in formato elettronico. "Atto significativo, non esente da criticità" spiega a Today.it l'avvocato Gabriele Chiarini, presidente di Fondazione Sanità Responsabile

Il 24 aprile scorso il Parlamento europeo ha approvato (con 445 voti in favore, 142 contrari e 39 astensioni) il testo del Regolamento sullo spazio europeo dei dati sanitari (European Health Data Space), che si inserisce nel quadro nel più ampio quadro della strategia definita dalle istituzioni europee per creare un mercato unico dei dati. Adesso non resta che l'adozione formale da parte del Consiglio prima della sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell'Ue; quindi il Regolamento entrerà progressivamente in vigore, ma per la sua completa attuazione serviranno ancora alcuni anni.

Come funziona la carta d'identità sanitaria europea

L'intento è migliorare l'utilizzo dei dati sanitari per la ricerca, l'innovazione e il processo decisionale, nonché fornire al cittadino europeo un maggior controllo sull'uso degli stessi. Le cartelle cliniche dei pazienti, le prescrizioni elettroniche, i risultati di laboratorio, le schede di dimissione saranno disponibili in formato elettronico senza alcun costo per il paziente - la piattaforma è MyHealth@EU -, e potranno essere condivise online con gli operatori sanitari nel Paese dell'assistito oppure oltre confine.

Grazie a questi servizi i cittadini europei potranno usufruire dell'assistenza sanitaria nel paese in cui si recano in viaggio nello stesso modo in cui ne usufruiscono nel paese di residenza, sia nelle cliniche che nelle farmacie: sarà sufficiente presentare la propria carta d'identità.

"Una rivoluzione" l'avvocato Gabriele Chiarini, presidente della Fondazione sanità responsabile, che spiega a Today.it: "La creazione di questo spazio è destinata a rivoluzionare il modo in cui i dati sanitari vengono gestiti e utilizzati, promuovendo la digitalizzazione e l'interoperabilità tra i sistemi sanitari dei vari Paesi membri".

Pro e contro della digitalizzazione

L'adozione del nuovo Regolamento muterà il panorama mondiale del dato sanitario e delle attività di trattamento. Con una serie di vantaggi. "La migliore disponibilità dei dati sanitari consentirà interventi più tempestivi e mirati, riducendo la possibilità di eventi avversi", precisa l'avvocato Chiarini. Che aggiunge: "La capacità di scambiare informazioni tra diverse strutture sanitarie migliorerà la continuità delle cure e ridurrà gli errori dovuti a difetti di comunicazione". Non in ultimo, "l'accesso facilitato ai dati sanitari - su cui i cittadini avranno maggiore accesso e controllo, aumentando la trasparenza e la partecipazione attiva agli interventi sulla propria salute - sosterrà la ricerca scientifica e lo sviluppo di nuove terapie e migliori politiche sanitarie".

E in merito alle criticità? "Tra tutte - replica il presidente di Fondazione Sanità Responsabile - c'è l'eventualità di accessi non autorizzati, e lo dimostrano episodi più o meno recenti (anche illustri, come ad esempio il tentativo di sottrazione dei dati sanitari della principessa Kate Middleton)". Va da sé, prosegue, "che ci vorranno misure di sicurezza robuste per proteggere la privacy dei pazienti. Esistendo poi significative disparità nella digitalizzazione, potrebbero generarsi ineguaglianze nell'accesso ai servizi".

Cosa cambierà per l'Italia

L'introduzione del Regolamento sullo spazio europeo dei dati sanitari potrebbe portare significativi miglioramenti anche nel nostro Paese. A livello nazionale, infatti, "siamo indietro nella digitalizzazione rispetto ad altri Stati membri, con numerose strutture - soprattutto nei reparti di degenza ospedaliera - che utilizzano ancora la carta per la gestione delle cartelle cliniche", riprende l'avvocato Chiarini.

Certo, la transizione verso un sistema completamente digitalizzato richiederà notevoli sforzi in termini di risorse e tempo. "Ciò nonostante - conclude il presidente di Fondazione Sanità Responsabile - l'adozione di questo innovativo sistema consentirà una migliore gestione e condivisione delle informazioni sanitarie per i pazienti e gli operatori sanitari. Con notevoli benefici in termini di efficienza, miglioramento delle cure e della ricerca".

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