Mercoledì, 17 Luglio 2024
Lotta all'obesità

Dimagrire senza sforzo: come spingere il grasso a bruciare calorie

Una nuova scoperta sul metabolismo dei tessuti adiposi apre le porte allo sviluppo di un farmaco capace di trasformare il normale grasso bianco in grasso beige, che aiuta a bruciare i lipidi per riscaldare l’organismo

Non tutto il grasso vien per nuocere. Quello più comune nel nostro corpo, conosciuto come grasso “bianco”, è un tessuto che accumula energia sotto forma di lipidi, e ci fa ingrassare quando ne introduciamo in eccesso con la dieta. Esiste però un altro tipo di grasso, detto “bruno”, che è composto di cellule che al contrario bruciano i lipidi per riscaldare l’organismo, e che quindi, fondamentalmente, aiuta a dimagrire. E un nuovo studio dei ricercatori dell’Università della California di San Francisco suggerisce che potrebbe essere possibile sviluppare un farmaco con cui spingere i tessuti adiposi bianchi a comportarsi come quelli di grasso bruno, e ottenere così una terapia contro l’obesità che permetterebbe di perdere peso praticamente senza sforzo. 

In questo caso, l’elemento centrale della ricerca sono i cosiddetti adipociti (le cellule del grasso) beige, cellule presenti nei tessuti adiposi bianchi che si comportano come cellule brune, bruciando il grasso per produrre calore. La trasformazione del grasso bianco in grasso beige avviene naturalmente nell’organismo degli adulti, ma è piuttosto rara e legata a meccanismi ancora poco chiari. Per questo motivo, molti gruppi di ricerca, come quello dell’università californiana, sono alla ricerca di un modo per per promuoverla con un farmaco, in modo da ottenere una terapia anti-obesità. 

Nelle loro ricerche precedenti era già emerso il ruolo che gioca nel metabolismo del grasso una proteina nota come Klf15, prodotta dall’organismo in seguito al digiuno o all’attività fisica. Analizzando i livelli di questa proteina contenuti all’interno di diversi tipi di adipociti, i ricercatori si sono accorti che è estremamente più abbondante in quelli bianchi. Una scoperta che li ha spinti a chiedersi cosa potesse accadere alle cellule in questione eliminando Klf15. 

Le loro ricerche hanno dimostrato che esponendo il tessuto adiposo bianco a una sostanza nota per indurre l’attivazione degli adipociti beige si assiste ad una riduzione della produzione di Klf15. E che il fenomeno è mediato da un meccanismo molecolare che coinvolge un recettore cellulare noto come Adrb1. A questo punto, i ricercatori hanno creato dei topi modificati geneticamente per poter modulare la produzione di Klf15 all’interno del loro organismo. E hanno scoperto che riducendo la produzione di questa proteina si assiste ad una maggiore attivazione di Adrb1, e che in queste condizioni il grasso bianco degli animali inizia ad esibire un comportamento simile a quello del grasso beige. 

Sviluppando un farmaco che mimi l’attività di Adrb1, quindi, potrebbe essere possibile spingere gli adipociti bianchi a comportarsi come cellule brune, e quindi a bruciare grasso con più facilità. Si tratta di studi ancora tutti da iniziare, ma già aver dimostrato che si tratta di una strada promettente è un risultato importante. “In molti pensavano che fosse impossibile”, spiega Brian Feldman, del Brian Feldman Nutrition and Obesity Research Center dell’Università della California di San Francisco e coautore dello studio. “E invece abbiamo dimostrato non solo che questo approccio funziona, anche anche che l’asticella per farlo funzionare è molto più bassa di quanto pensassimo”. 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Dimagrire senza sforzo: come spingere il grasso a bruciare calorie
Today è in caricamento