Venerdì, 7 Maggio 2021

"Cambiate la legge sui defibrillatori, fateli usare a tutti": l'appello per salvare più vite

La legge va cambiata, e al più presto. Cosa aspetta l'Italia ad adeguarsi agli altri Paesi? Chi viene assistito con il Dae prima dell’arrivo dell'ambulanza ha un tasso di sopravvivenza paurosamente più alto rispetto a chi è soccorso all’arrivo del personale sanitario

Sono i cardiologi a lanciare un appello: "Cambiate la legge sui defibrillatori: devono essere alla portata di tutti". L'obiettivo è chiaro: salvare più vite. Il Policlinico di Pavia ha presentato un nuovo studio che fa riflettere. 

I dati del Policlinico San Matteo di Pavia sono stati resi noti durante il congresso Acute Cardiovascular Care 2018 dell’European Society of Cardiology. Emerge che il Dae (defibrillatore semiautomatico esterno) è ancora troppo poco utilizzato. Certo, in Italia in molti luoghi pubblici queste macchine capaci di far ripartire un cuore in arresto, mediante scossa elettrica, ci sono. Tuttavia possono usarli solo coloro che hanno specifico certificato che ne attesti l’abilitazione all’uso, e non tutti i cittadini. 

La legge andrebbe cambiata, e al più presto, secondo moltissimi esperti. Bisogna fare in modo che tutti i cittadini possano in caso di emergenza usare il Dae. Secondo lo studio del Polclinico pavese infatti anche in mancanza di un training specifico, l’apertura dell’uso del macchinario a chiunque aumenterebbe e non di poco il numero di pazienti che si potrebbero salvare.

D'altronde i defibrillatori Dae non sono particolarmente complessi da usare: in tutto due tasti, uno per accendere il dispositivo e uno per erogare la scarica elettrica. Sono tutti dotati di semplici istruzioni vocali che guidano l’operatore e valutano in autonomia se l’erogazione della scarica è necessaria o meno. Enrico Baldi, autore dello studio e medico specializzando in Cardiologia presso l’Università di Pavia e il Policlinico San Matteo di Pavia, spiega che è pressochè impossibile forzare l’apparecchio e sbagliare la manovra. E chi usa il defibrillatore viene esonerato da qualsiasi possibile responsabilità medica.

Lo studio mette a confronto Italia e Usa. Negli States, dove tutti i cittadini possono utilizzare il defibrillatore, nel 15-20 per cento dei casi i presenti ad un arresto cardiaco in corso hanno usato il Dae. In Italia solo poco più del 6 per cento. Chi viene assistito con il Dae prima dell’arrivo di un’ambulanza ha un tasso di sopravvivenza paurosamente più alto (60%) rispetto a quello dei malati soccorsi unicamente all’arrivo del personale sanitario (24%).

Non ha alcun senso perdere ancora tempo prezioso: la legge italiana potrebbe essere velocemente modificata legittimando tutti i cittadini ad utilizzare il Dae a prescindere dal fatto che siano o meno “preparati”. Le linee guida europee garantiscono che l'utilizzo di un defibrillatore da parte di persone non formate è sicuro. Tutti possono usare un Dae in Danimarca, Francia, Germania, Olanda, Svezia, Svizzera, Gran Bretagna. Che cosa aspetta l'Italia ad adeguarsi?
 

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