Venerdì, 5 Marzo 2021

Attenti all'idrocuzione, il killer dell'estate che può uccidere in acqua

Si tratta di una sincope da immersione rapida che, soprattutto in presenza di acqua particolarmente fredda, può causare anche l'arresto cardiorespiratorio o il decesso per annegamento

L'affollatissima spiaggia di Mondello, nel palermitano (FOTO ANSA)

Sentirsi male mentre si nuota, tanto da rischiare la morte se non si viene soccorsi in tempo. Un fenomeno che si verifica durante la stagione estiva, il cui ultimo caso è stato quello di un ragazzo di 21 anni che ha rischiato di annegare non lontano dal lungolago di Iseo nella giornata di domenica 1 luglio. Il giovane è stato salvato da un uomo che passava in barca, ma a provocare il malore è stato un meccanismo denominato “idrocuzione”. L'acqua, che sia al mare o al lago, nasconde diversi pericoli, che spesso possono rivelarsi letali.

Non sempre è colpa della corrente, o delle “trappole” dell'acqua. Anzi, spesso la colpa è involontaria, dovuta alla reazione del corpo umano quando è troppo accaldato e l'acqua è troppo fredda. Il meccanismo, che appunto può essere anche mortale, si chiama “idrocuzione”.

Cos'è l'idrocuzione

Ma cos'è in particolare l'idrocuzione? Si tratta di una sincope da immersione rapida, specialmente fredda, caratterizzata da riflessi neurovegetativi che possono causare anche morte per arresto cardiorespiratorio o annegamento. Il meccanismo comincia con una vasocostrizione, che a sua volta provoca riflessi a livello di tronco dell'encefalo.

In quegli attimi brevissimi vengono interessati sia i centri di regolazione cardiaca che quelli respiratori (arresto cardiorepiratorio). Se invece non sono coinvolti i centri bulbari in modo letale, l'arresto di circolazione e di ossigenazione provoca comunque una sincope con perdita di coscienza, con conseguente annegamento qualora il soggetto non possa essere subito soccorso.

Oltre all’avvertenza di fare il bagno al termine della digestione, il consiglio è quello — in qualsiasi momento della giornata — di entrare in acqua un poco alla volta per evitare improvvisi sbalzi termici. Magari bagnandosi la parte alta del corpo dopo aver immerso solamente le gambe. La prudenza, pensando ai morti dello scorso anno, non è mai troppa.

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