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Martedì, 27 Febbraio 2024
lo studio

La pandemia dell'infertilità: una persona su sei ne è affetta

Il nuovo report dell'Oms rivela che circa il 17,5% della popolazione globale non riesce a concepire: "Migliorare l'accesso alle cure"

Circa una persona su sei nel mondo è infertile. Questi sono i dati emersi dal nuovo report dell'Oms (Organizzazione mondiale della sanità), in cui si lancia l'appello ai governi ad aumentare l'accesso alle cure per la fertilità. "Il rapporto ha rivelato una verità importante: l'infertilità non fa discriminazioni", ha dichiarato Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell'Oms.

I tassi di infertilità, definiti come l'impossibilità di concepire un bambino dopo un anno di rapporti sessuali non protetti, sono risultati simili in tutti i Paesi e le regioni. "La prevalenza nell'arco della vita è stata del 17,8% nei Paesi ad alto reddito e del 16,5% nei Paesi a basso e medio reddito, per una media globale di 17,5%". "Questo non rappresenta una differenza sostanziale o significativa", ha dichiarato Gitau Mburu, che si è occupato della ricerca sulla fertilità dell'Oms.

Il report comprende un'analisi dei dati sull'infertilità dal 1990 al 2021. Questi provengono da 133 studi precedentemente pubblicati e, nonostante alcune variazioni, gli esperti ritengono che le differenze tra le varie aree non siano né sostanziali né conclusive, scrive la Cnn. Le percentuali maggiori, con un 23,2%, sono quelle registrate nel Pacifico occidentale, mentre quelle più basse, pari al 10,7%, sono quelle del Mediterraneo orientale. La regione europea si trova nel mezzo.

L'infertilità, che colpisce il sistema riproduttivo maschile o femminile, può essere trattata con la medicina, la chirurgia o le tecnologie di riproduzione assistita come la fecondazione in vitro (Fiv). Nonostante sia un problema sanitario importante e diffuso, però, le soluzioni per la prevenzione, la diagnosi e il trattamento rimangono "sottofinanziate" e "inaccessibili" per molti pazienti a causa dei costi elevati, ha dichiarato la dottoressa Pascale Allotey, direttrice del Dipartimento di ricerca e salute sessuale e riproduttiva dell'Oms.

Il rapporto ha evidenziato le differenze tanto nella spesa per le terapie quanto nell'accessibilità a queste ultime. "È stato riscontrato che le persone nei Paesi più poveri spendono una percentuale significativamente maggiore del loro reddito per un singolo ciclo di Fiv o per altre cure rispetto ai Paesi più ricchi - ha detto Mburu - a dimostrazione del fatto che si tratta di un'area ad alto rischio di disuguaglianza nell'accesso all'assistenza sanitaria".

A questo Mburu ha poi aggiunto che il fatto di non essere fertili può avere effetti anche sulla salute mentale delle persone, aumentando i rischi di ansia e depressione che possono sfociare persino in violenza nei momenti di intimità col proprio partner. "Il nostro messaggio è che l'infertilità deve essere inclusa come priorità nella risposta ai bisogni delle popolazioni nei diversi Paesi", ha detto a tal proposito Mburu.

Il dottor David Keefe, endocrinologo riproduttivo e specialista in infertilità presso il Nyu Langone Fertility Center di New York, ha poi messo in luce come finora, nei discorsi sulla salute pubblica, ci si sia sempre focalizzati esclusivamente sul problema della sovrappopolazione. Questa volta l'Oms ha invece acceso i riflettori sull'infertilità: "Il rapporto non mi ha sorpreso in termini di contenuti, perché è noto da tempo che l'infertilità è molto più diffusa di quanto si voglia pensare. Ciò che mi ha sorpreso è che l'Oms si sia espressa a favore", ha detto Keefe.

Nel corso del tempo, sono diversi i fattori che possono influenzare la fertilità di una persona, e tra questi l'età è uno dei più importanti, ha dichiarato il dottor Emre Seli, responsabile scientifico dell'organizzazione no-profit per la salute materna e infantile March of Dimes. "La fertilità diminuisce con l'aumentare dell'età della partner femminile", ha affermato. "La maggior parte dei miei pazienti sono donne che soffrono per la mancanza di una copertura assicurativa adeguata per sottoporsi alle terapie di cui hanno bisogno", ha poi aggiunto.

I ricercatori non hanno stabilito se i tassi di infertilità globali siano aumentati o diminuiti nel corso del tempo. "Sulla base dei dati in nostro possesso, non possiamo affermare che l'infertilità sia in aumento o costante", ha dichiarato il dottor James Kiarie, responsabile del settore contraccezione e fertilità dell'Oms. Certo è che lo studio ha confermato che "un numero maggiore di persone ha bisogno di un più facile accesso a cure di alta qualità rispetto a quanto si pensava in precedenza", ha dichiarato la dottoressa Asima Ahmad, endocrinologa ed esperta di fertilità.

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