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Lunedì, 5 Dicembre 2022
I test / Stati Uniti d'America

Il super vaccino che protegge da 20 virus dell'influenza

Uno studio dei ricercatori americani ci avvicina al vaccino antinfluenzale universale. Cosa hanno scoperto

Creare un supervaccino capace di proteggere da tutti i sottotipi di influenza. È l'ambizione dei ricercatori americani dell'università della Pennsylvania e dell'università di Saskatchewan, che hanno guidato uno studio pubblicato sulla rivista Science. I ricercatori hanno sviluppato e prodotto un vaccino a mRna che contiene antigeni di tutti i 20 sottotipi noti di virus influenzali A e B. Viene considerato un "nuovo passo avanti verso il vaccino antinfluenzale universale".

Nei test condotti dai ricercatori Claudia Arevalo e colleghi il vaccino ha prodotto alti livelli di anticorpi cross-reattivi (a reattività crociata) e di anticorpi specifici per sottotipo nei topi e nei furetti e potrebbe proteggere gli animali dai sintomi della malattia e dalla morte dopo infezione con ceppi di influenza sia antigenicamente corrispondenti sia non corrispondenti.  

Gli esperti spiegano il senso di avere vaccini ad ampio raggio d'azione. "Anche con una maggiore sorveglianza globale - osservano - è difficile prevedere quale ceppo influenzale causerà la prossima pandemia". Questo vaccino per 20 sottotipi di virus influenzali è importante perché la strategia utilizzata per realizzarlo potrebbe servire come base per i vaccini antinfluenzali universali, di cui si avverte il bisogno per i motivi evidenziati dagli studiosi.

La differenza tra il nuovo studio e quelli portati avanti in precedenza è nel metodo. I ricercatori hanno incluso nel vaccino oggetto di studio antigeni specifici per ciascun sottotipo virale. Gli altri invece puntavano su un solo un insieme, più piccolo, di antigeni condivisi tra tutti.

Sulla scia del successo avuto dai vaccini a mRna contro il Covid, i ricercatori hanno preparato 20 diversi mRna incapsulati in nanoparticelle, ognuno dei quali codifica per una diversa emoagglutinina, cioè una proteina virale altamente immunogenica che aiuta il virus a entrare nelle cellule. Dopo 4 mesi dalla vaccinazione, nei topi i livelli di anticorpi erano rimasti per lo più stabili, riferiscono gli autori.N egli animali i vaccini proteici multivalenti prodotti utilizzando metodi più tradizionali hanno suscitato meno anticorpi ed erano meno protettivi rispetto al multivalente a mRna, hanno osservato.

In un articolo correlato, i virologi Alyson Kelvin e Darryl Falzarano discutono i risultati della ricerca, rilevando che "rimangono interrogativi sulla regolamentazione e sul percorso di approvazione di un tale vaccino che prende di mira virus dal potenziale pandemico ma non attualmente in circolazione nell'uomo".

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