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Mercoledì, 29 Maggio 2024
Nuove tecnologie

Così l'intelligenza artificiale può salvarci la vita

Approvato il primo dispositivo diagnostico per la sepsi basato sull'IA

Rilevante problema di salute pubblica, non solo nei paesi in via di sviluppo (in Italia sono aumentati i casi), la sepsi è un'infezione generalizzata che può riguardare uno o più organi, arrivando a comprometterne la funzionalità. Nel mondo si verificano ogni anno circa 47-50 milioni di casi di questa condizione acuta, dei quali solo il 20 per cento accade in ospedale; globalmente, un decesso su cinque è associato alla sepsi, per un totale di almeno 11 milioni di morti l'anno (1 decesso ogni 2,8 secondi).

Parliamo di una sindrome clinica, il cui esito dipende dalla velocità del riconoscimento e dall'efficacia della presa in carico a partire dalla prima ora. Da qui l'importanza del semaforo verde della Food and drug administration (Fda) degli Stati Uniti, che ha autorizzato la commercializzazione del primo dispositivo diagnostico per la sepsi basato sull'intelligenza artificiale.

Funzioni del modello

Sviluppato dalla startup Prenosis, il nuovo strumento diagnostico fa leva su 22 parametri differenti (che oggi vengono monitorati singolarmente): dalla temperatura alla frequenza cardiaca al conteggio delle cellule. Grazie all'uso del software di IA - integrato nella cartella clinica elettronica dell'ospedale -, il dispositivo approvato dall'Fda stima tutti i marcatori in contemporanea. Per poi assegnare al paziente sia un punteggio di rischio complessivo sia quattro categorie che sono correlate al rischio di peggioramento.

Il modello digitale è stato progettato proprio per consentire all'equipe medica di avere sempre tutto sotto controllo. Il personale, infatti, ha facilmente accesso ai dati ed ai singoli parametri utilizzati dal dispositivo per calcolare il punteggio finale di rischio di sepsi. L'obiettivo, come ha spiegato l'azienda, è di permettere una vera partnership medico-intelligenza artificiale, che possa agevolare decisioni terapeutiche più veloci e risultati migliori.

IA per sfidare la sepsi

Restando negli Stati Uniti, un team dell'Università della California di San Diego - coordinato da Gabriel Wardi -, ha impiegato un modello di intelligenza artificiale nei reparti di pronto soccorso dell'UC San Diego Health per individuare i pazienti a rischio di sepsi. I risultati dello studio (pubblicato su Nature) hanno mostrato che l'applicazione dell'algoritmo (denominato Composer) ha portato alla riduzione del 17 per cento della mortalità.

E ancora, in Europa i ricercatori della TU Wien Informatics (l'Università tecnica di Vienna), in collaborazione con l'Università di medicina della capitale austriaca, hanno sviluppato un sistema di IA che dà consigli per il trattamento di persone che necessitano della terapia intensiva a causa della sepsi. La ricerca è visibile su Journal of Clinical Medicine. "Parliamo di una metodologia che lavora in progressione, prevedendo l'andamento della patologia del paziente", spiega Clemens Heitzinger della TU Wien.

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